“Abbandonato sulle strade di agosto” Itõ Takami Lindau

 

 

“Abbandonato sulle strade di agosto”, pubblicato da Lindau e tradotto da Massimo Soumaré, si svolge in una giornata afosa nelle strade di Tokyo.

Atsushi sta per divorziare dalla moglie e mentre rifornisce di lattine la città si confida con la collega Mizuki.

Prova a capire le cause del fallimento della coppia mantenendo un tono distaccato come se la storia non gli appartenesse.

Piccoli aneddoti mostrano le nevrosi causate da un’esistenza che non ha esaudito i sogni di entrambi.

Ingabbiati in un quotidiano logorante non c’è stato spazio nè per la complicità nè per il dialogo.

Ognuno ha vissuto la frustrazione come una ferita non rimarginata.

Una frase rivela quale sfida si è perduta.

“Quando si è in confidenza i sentimenti dell’altro dovrebbero essere chiari.”

Questa ed altre affermazioni si inseriscono in un contesto che stride molto.

Le strade affollate sono la scenografia di una commedia dell’assurdo dove i veri sentimenti restano in superficie.

Credo sia una scelta di Itõ Takami quella di sviluppare una trama perfetta per una rappresentazione teatrale.

Una scrittura minimalista che riesce a mostrare la solitudine dell’uomo contemporaneo, l’incapacità di confrontarsi con le sconfitte.

Interessante la figura di Mizuki, compagna di lavoro.

Quel suo carattere brioso, capace di “passare da un discorso serio alle facezie”, alleggerisce la narrazione, ne smorza i toni.

Si sorride di fronte alla “confusione” affettiva del protagonista che sembra un ragazzino con le idee molto confuse.

Una lettura intrigante che sollecita ad interrogarsi.

Siamo cresciuti o il ruolo di Peter Pan ci calza a pennello?