“Chiese chiuse” Tomaso Montanari Einaudi Editore

 

“Varcare la soglia delle immense basiliche ombrose della mia città, Firenze, voleva dire entrare in un tempo separato eppure tangibile, vivo, colorato.

Come una favola: ma vera, e infinita.”

Il silenzio che avvicina a Dio, la sensazione che il tempo abbia “un altro ritmo esistenziale.”

Le opere d’arte che entrano nel presente e si raccontano.

La scrittura di Tomaso Montanari, storico d’arte, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, riesce a farci sentire partecipi dei suoi studi.

Insieme a lui ci chiediamo quali motivazioni spingono a tenere le “Chiese chiuse.”

Nel titolo del saggio pubblicato da Einaudi Editore si concentra la scelta dell’autore che propone una mappa di luoghi sacri inaccessibili al pubblico.

“Le circa 85.000 chiese storiche italiane, che da sole rappresentano probabilmente la maggior parte del patrimonio storico e artistico della Nazione, sono un bene pubblico.

Almeno da un punto di vista morale, tutto il patrimonio della Chiesa è pubblico, e lo è a causa di una storia incancellabile.”

Sono sottolineate le tante responsabilità e le cause che hanno portano ad un profondo disinteresse di un patrimonio che appartiene ad ognuno di noi.

Le riflessioni sono pacate e accompagnate da dati ben documentati.

“Ma di chi sono le chiese italiane?

E chi dovrebbe impedire che siano abbandonate al disfacimento, saccheggiate, messe in vendita, trasformate in bigliettifici, gettate nelle fauci dell’estrema destra, scempiate in nome della liturgia?

Chi dovrebbe, insomma, tenerle aperte a tutti?”

Negare spazi culturali significa deprivare la collettività, impedire di sperimentare la relazione tra arte e spiritualità nel senso laico del termine.

“Respirare” entrando in un mondo governato da “altri ritmi, altri colori, altre luci, altre prospettive.”

Un libro che apre scenari interessanti su ipotesi di resistenza al pensiero dominante, un itinerario a più tappe che trasforma la Cultura in materia viva.

Da proporre come libro di testo nelle scuole per educare al rispetto e all’amore per i luoghi che ci raccontano il passato.