“L’esatta sequenza dei gesti” Fabio Geda Einaudi Editore

 

Fabio Geda, in “L’esatta sequenza dei gesti”, pubblicato da Einaudi Editore, riesce a regalare ai suoi personaggi la giusta intonazione emozionale.

Non dìstorce la realtà, la racconta con quella semplicità e purezza intellettuale che lo contraddistingue.

Sa cogliere il dolore e la rabbia di adolescenti ai quali è stata negata la spensieratezza.

Senza retorica accende i riflettori sulle famiglie disfunsionali, con sguardo limpido, privo di pregiudizi, entra nelle loro esistenze.

Antonietta devastata dall’alcool non sa più essere madre e questa terribile consapevolezza scatena reazioni inconsulte dettate dall’amore.

In questa figura si concentra la disfatta di tante donne, alle quali i servizi sociali tolgono i figli.

E poi ci sono loro, adulti senza esserlo.

Corrado, arrabbiato col mondo, mostra corazza di duro per nascondere la sua vera natura.

Vorrebbe offrire alla mamma, quando uscirà dal carcere, un’accoglienza speciale.

Marta, cresciuta in fretta, piccolo fiore che cerca stabilità.

Ascanio ed Elisa, educatori di una casa famiglia, capaci di interrogarsi sul loro complicato ruolo.

Nelle gestualità quotidiane sanno donare sè stessi.

“Dove è finita la differenza di polarità che da tempo immemore innesca passaggi di energia tra adulti e ragazzi?

La giusta asimmetria.

A chi è delegato il compito di trasmettere i valori in mezzo a questo clima di resa generale?”

Interrogativo che risuona forte, incisivo mentre il silenzio delle nostre società preferisce non vedere e non sentire.

Il romanzo assume i connotati di una ricerca sociologica che invita a capire i meccanismi di interazione dell’educatore.

“Io, adulto, e tu, ragazzo, siamo diversi ..

Questa diversità è una risorsa che comprende il mio rispetto per te,

la mia capacità di volerti bene,

di ascoltarti,

di mutare strategia per aiutarti a crescere,

e allo stesso tempo la serenità di dirti quando sbagli,

di applicare sanzioni,

di farmi carico di tutte quelle responsabilità che è giusto siano mie, e non tue.”

Mentre il romanzo sviluppa una trama articolata e carica di pathos intuiamo che ha tanto da comunicarci.

Non una storia ma un’infinità di microstorie ed ognuna è legata all’altra da una scrittura coinvolgente, pacata, lucida.

Viene voglia di abbracciare lo scrittore e in quel contatto provare a restituirgli il calore e la nuova consapevolezza che ci ha regalato.

Nel cuore dei lettori si accende una luce e seguendola forse si troverà il coraggio di fare la propria parte per restituire sogni ai tanti ragazzi che vivono all’ombra di una sorte avversa.