“In terra straniera gli alberi parlano arabo” Usama Al Shahmani Marcos Y Marcos Editore

 

“In terra straniera gli alberi parlano arabo”, pubblicato da Marcos Y Marcos e tradotto da Sandro Bianconi, travolge ed emoziona.

È verità narrata con l’umiltà di chi vuole trasmettere un messaggio forte.

È dolore dell’esule, coraggio e voglia di ricominciare nella terra che accoglie.

Umiliazione per una patria che non sa essere madre.

Ricerca di pace nella comunione con la natura.

Ogni capitolo è dedicato ad un albero, simbolica trasposizione del bisogno di appartenenza.

Tanti i ricordi dell’infanzia in Iraq accompagnati da una nostalgia lancinante.

“Chi nasce in Iraq ha due possibilità: fuggire o morire.”

Si può ancora scomparire nel nulla, avvolti dalla nebbia di un regime che calpesta ogni diritto.

Usama Al Shahmani ha il coraggio di fare un’analisi politica impietosa pur mantenendo un linguaggio poetico.

“A Bagdad viviamo uno dei momenti peggiori dagli anni Novanta.

A Bagdad i criminali si possono muovere liberaramente.

Chi comanda sono ladri, uomini dalla lunga barba, milizie, soldati, jiahadisti e altri assassini…

Per strada i soldati americani si muovono con estrema cautela e uccidono chiunque appaia come un nemico.”

Accanto a frammenti di storia contemporanea le usanze, le leggende, la mitologia del popolo.

Le parole sono un balsamo e una carezza.

L’autore riesce a regalare la sua esperienza di catarsi, un percorso fatto di piccoli passi.

Vedere non solo i muri e le barriere, scegliere i varchi che portano all’ inclusione.

Straziante la ricerca del fratello disperso, il ricordo della madre, la necessità di non dimenticare.

“Se scrivo della patria, preferisco farlo in arabo.

Le cose di ogni giorno accadono soprattutto in tedesco, mentre l’arabo si ritira sullo sfondo, con il vantaggio di creare una sorta di distanza da questo argomento, una sorta di pellicola sottile.”

Interessante riflessione sulla dicotomia mentale e psicologica.

Una testimonianza grandiosa, libera, arguta, sentita.

Da leggere per imparare ad ascoltare il canto sommesso del Creato.