“La casa di Mango Street” Sandra Cisneros La Nuova Frontiera

 

“Quando sono troppo triste e troppo gracile per continuare a resistere, quando sono solo una cosetta insignificante contro tutti questi mattoni, è allora che guardo gli alberi.

Quando in questa strada non c’è nient’altro da guardare.

Quattro che sono cresciuti nonostante il cemento.

Quattro che crescono e non dimenticano mai di crescere ancora.

Quattro la cui unica ragione di esistere e continuare ad esistere.”

Le parole di una ragazzina che prova a crescere a Chicago, in un quartiere popolare.

In una famiglia affollata, tra nuove amiche e scoperte come piccole conquiste la storia si dipana attraverso capitoli brevi.

Il linguaggio è semplice, colloquiale ma dietro questa semplicità si nascondono pensieri profondi.

“La casa di Mango Street”, pubblicato da La Nuova Frontiera e tradotto da Riccardo Duranti, vibra di sensibilità, coglie la bellezza e il mistero delle cose.

Basta un ballo, una cantilena inventata, la tenerezza di una carezza e i fonemi si trasformano in poesia.

È l’attesa “che cada una stella”, il sogno ad occhi aperti di avere più cielo, l’emozione del primo lavoro.

Sandra Cisneros ha una voce cristallina, pura, molto lirica.

“Voglio essere

Come le onde del mare

Come le nuvole al vento

Ma sono solo me stessa.

Un giorno uscirò

Dalla mia pelle

Scuoterò il cielo

Come cento violini.”

Piccoli episodi costruiscono una trama delicata come una carezza.

Nel crescendo empatico che si armonizza con uno stile più asciutto c’è un ultimo, meraviglioso messaggio.

Spesso è importante andare via, correre e inventare nuove storie.

È un impegno che bisogna prendere con chi non ha potuto o non ha voluto scegliere.