“Il secondo libro” Massimiliano Governi Edizioni e/o

 

Massimiliano Governi si esibisce con una prova letteraria esilarante.

“Il secondo libro”, pubblicato da Edizioni e/o, può essere letto come un diario intimo o come una provocazione ad una certa editoria che con grande velocità sforna libri su libri.

Il protagonista vive la tragicomica esperienza del blocco dello scrittore e annaspa in cerca di soluzioni.

Mentre il foglio resta bianco sopravvive immerso nelle sue ossessioni.

Ma attenzioni, le fisime descritte ci riguardano.

Registrano tic e atteggiamenti destrutturanti che conosciamo bene.

Il bisogno di raccogliere informazioni e catalogarle, la corrispondenza con la vicina di casa, la necessità di scoprire i segreti del quartiere: un campionario di gestualità che rappresentano la disarmonia delle esistenze.

Lo scrittore con una scrittura volutamente frammentaria scompone il disorientamento contemporaneo.

Il libro da scrivere potrebbe essere un pretesto per delimitare le incapacità di raggiungere obiettivi prefissati.

Dai vecchi film a strani incontri, alle passeggiate in città, ai sogni erotici in un crescendo di piccole manie.

“Mi sono innervosito per l’andamento a fisarmonica delle auto e per il fatto che sulla strada non c’era nemmeno un’edicola, sono dovuto arrivare a viale Trastevere, passando per l’Aurelia Antica e scendendo per via Garibaldi.

Lì ho potuto comprare i soliti cinque quotidiani.”

Non è casuale l’ambientazione storica: siamo negli anni Novanta e di questo tempo ci viene restituito il non senso.

I miti sono stati spazzati via, restano poche certezze e il senso della precarietà.

La scrittura potrebbe riorientare il mondo verso la chiarezza ma i motori cerebrali si sono spenti, vivacchiano cercando di non affogare nell’anonimato.

Deliziosa commedia e se si intravede uno scollamento dai propri progetti non è detta l’ultima parola.

Bisogna andare fino in fondo e forse si aprirà uno spiraglio ideativo.

Complimenti all’autore che ancora una volta sa essere fantasioso e sincero, sarcastico e malinconico.