“Una bestia in Paradiso” Cécile Coulon Edizioni e/o

 

Alla morte della figlia e del genero Émilienne accoglie i nipoti Blanche e Gabriel.

I bambini imparano a convivere con la perdita attraverso meccanismi di difesa differenti.

La casa e la terra circostante diventano il centro di un quotidiano che non permette al dolore di penetrare.

La fattoria guidata dalla saggezza della nonna è luogo dei ricordi, è appartenenza, radice che non può spezzarsi.

Il primo amore è per Blanche assoluto, un salto vertiginoso nelle acque del desiderio.

Quando Alexandre decide di partire, per la giovane è un duro colpo ma una caratterialità ferma le impone di non crollare.

“Una bestia in Paradiso”, pubblicato da Edizioni e/o e tradotto da Silvia Turato, ha la purezza di una storia che trascina il lettore.

Nei tanti colpi di scena, costruiti con maestria, viene mantenuta una struttura narrativa molto intensa, carica di pathos, ricca di suggestioni paesaggistiche.

I personaggi delineati con tratti decisi appaiono nella loro interezza e da un sorriso, un sguardo duro, da un tono di voce sentiamo i sentimenti che li attraversano.

Cécile Coulon scrive un romanzo bellissimo, limpido, trasparente.

Amore e tradimento, ragione e follia, disperazione e gioia attraversano le pagine che scorrono veloci.

Si è presi dalla trama che si sviluppa intorno all’idea di famiglia non tradizionale, forte, salda, inviolabile.

Nella modernità del testo si cela una componente classica che rimanda alla letteratura del Primo Novecento.

La terra è sacra e va difesa a costo di un tragico sacrificio.

Nel finale che ricorda la tragedia greca l’eroina si aggira sperduta nel territorio della dimenticanza.

Nei suoi gesti, nelle sue movenze si scorge l’urlo di tante donne che sono state frantumate e offese.

Da leggere pensando che la resistenza spesso si manifesta isolandosi e creando una realtà parallela.