“Anno bisestile” Peter Cameron Adelphi Editore

 

 

“Anno bisestile”, pubblicato da Adelphi Editore, si differenzia dalla produzione letteraria di Peter Cameron.

Basti pensare a “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, dove forte è l’accento psicologico del protagonista o a “Cose che succedono la notte”, ricco di luci e ombre.

Forse si può tentare un accostamento con “Gli inconvenienti della vita”, e in “quel vivere fasullo, rabberciato, sempre lí pronto per implodere o franare.”

Ma attenzione: “Anno bisestile” uscì a puntate nel 1988 e si percepisce il bisogno di stupire il lettore.

La trama è un fiume in piena, invade tutti gli ambiti del quotidiano e del sociale.

Mette insieme trovate da funambolo e originali disgressioni.

Entra nella vita dei personaggi con un vezzo ironico ineguagliabile.

Racconta un’America complessa, conflittuale, in piena crisi di identità.

Ha il coraggio di parlare di omosessualità con lucidità e senza filtri.

Concentrare l’attenzione sui due protagonisti sarebbe un grave errore e si rischierebbe di perdere il senso del testo.

Ben altro è l’obiettivo dell’autore che da sempre ha puntato non sulla catalogazione ma sulle tipologie caratteriali.

È il conflitto interiore che viene analizzato e in questa eccellente ricostruzione dell’Io sta la grandezza di Cameron.

È la complessità dell’esistenza ad essere sviscerata e ne esce un quadro sempre attuale.

Ecco perchè i suoi libri possono essere considerati immortali indipendentemente dal periodo storico.

Si può parlare di uno sviluppo con connotati surreali?

Non credo, ogni scena, pur nella esasperazione dei toni e dei colori, è assolutamente reale.

Costruita attraverso un reticolo di dialoghi brevi, incisivi, a volte divertenti, altre taglienti e provocatori.

Domina come una stella incerta la città di New York, vivace, suadente e ammaliatrice.

“Gli anni Novanta saranno il decennio dell’amicizia.

Tutti avranno un mucchio di ottimi amici e l’idea stessa di amante, partner e coniuge svanirà.”

L’affermazione lanciata nella prima pagina può essere letta come una sfida o come un filo conduttore che ci condurrà all’interno di un labirinto affettivo.

Loren e David sono emblema di un cambiamento radicale nelle relazioni.

Separati continuano ad attrarsi e a respingersi e in questo gioco pericoloso e straniante, imparano a crescere.

Escono dalla dimensione oggettiva per poter essere finalmente se stessi.

Fluida e cangiante la scrittura in un arcobaleno di tecniche narrative.

Non statica ma molto diversificata la strategia stilistica, che non è mai ornamentale ma funzionale.

Non mancano i tropi, celati con grande furbuzia.

Promosso a pieni voti perché regala un mondo che non è ideale.