“Atti di un mancato addio” Giorgio Ghiotti Hacca

 

“Viaggiavamo di continuo, in preda a un senso criminale e divino della vita.

Affamati e innocenti come lupi bianchi.

Ognuno scappava da qualcosa, verso qualcosa.

Ci erano ignoti la partenza e l’arrivo.”

La giovinezza come un sussurro che arriva da lontano restituendo percezioni e ricordi.

Volti e voci nell’esercizio complicato della consapevolezza sono ricuciti insieme con la grazia di una prosa dai toni melodici.

“Atti mancati di un addio”, pubblicato da Hacca, è testimonianza di un cambiamento, specchio di un’anima pura, sinfonia di fonemi che danzano insieme.

Narra le amicizie e quel cercarsi come bambini che non vogliono sprecare tempo.

“Avevamo nel cuore la stessa malinconia, lo stesso identico stupore.

Quante domande ci abitavano allora, quante poche risposte.”

Trasforma l’attrazione in sintonia mentale, evoca l’infanzia con una nostalgia struggente.

Fa intravedere un barlume tra le brume di una perdita.

Fa dei luoghi riti di passaggio, copre le città di un alone di mistero.

Bologna, “città fraterna”, Roma, divisa tra “confini ed annessioni”, si materializzano ed hanno la consistenza di chimere.

Giorgio Ghiotti tesse con fili magici una trama intrisa di simbologie.

Lascia al lettore il compito di scegliere un suo personale itinerario narrativo.

È la scomparsa di Giulio la causa scatenante di una ricerca dell’indefinito.

Inghiottito dal nulla, come una meteora.

È stato amico e complice di un’intesa che non si serve di parole.

Di lui restano tracce indelebili che riempiono le notti insonni.

Tanti i rimpianti per il non detto, per i gesti trattenuti.

“Il ricordo è un fatto privato, mentre la memoria è collettiva:

È il ricordo che diventa narrazione.”

Una frase che verbalizza una filosofia esistenziale ed invita a chiedere perdono per

“Certe lacrime cacciate via di fretta.

I viaggi in solitaria con una canzone che salva.

Per i versi tornati alla mente che ci danno parole e saggezza.

Per il silenzio nostro e tutti gli atti mancati quand’era il tempo.”

Dedicato a chi non ha più trovato la strada e a chi ha il coraggio di attendere.