“Cuori in trappola” Jennifer Hillier Fazi Editore

 

“Il passato ti accompagna sempre, che tu voglia pensarci o meno, che te ne assuma la responsabilità o meno.

Lo porti con te perché ti trasforma.

Puoi provare a seppellirlo e fingere che non sia mai accaduto, ma non serve.”

Geo, protagonista di “Cuori in trappola”, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Giuseppe Marano, sa bene che l’oblio è impossibile.

“Perché le cose sepolte possono tornare, e ritornano.”

È una donna in carriera, felicemente fidanzata, pensa di essere immune da ciò che è accaduto quando era una ragazzina.

Quattordici anni di silenzio e rimozione vengono spazzati via quando viene ritrovato il cadavere dell’amica d’infanzia Angela Wong.

Il colpevole è l’ex fidanzato, Calvin, un mostro senza anima ma la nostra Geo non può sottrarsi alla responsabilità di essere stata presente al terribile ed efferato omicidio.

Sconterà la pena in carcere, conoscerà le dure regole del più forte, imparerà a difendersi, cercherà di resistere alla violenza, alla noia, al degrado morale.

Quando torna in libertà scopre di essere marchiata per sempre ma la cosa più tragica è che il giovane che le ha rovinato la vita è evaso ed ha perpetrato un altro terribile crimine.

Per Kaiser Brody, che svolge le indagini, sarà complicato mantenere il distacco e nel dipanarsi della trama si scopriranno tanti tasselli interessanti.

Jennifer Hillier è affermata autrice di noir psicologici e con questo romanzo mostra una eccezionale capacità nel delineare più categorie umane.

Il carnefice e la vittima sono invischiati in un’unica sostanza oleosa e sfuggente e bisogna leggere tra le righe quale legame può renderli tragicamente simili.

“Ma il rimorso?

Non se ne va mai.

Aleggia intorno a te come un cattivo odore che nessuna quantità di candeggina può eliminare.

Puoi farti una nuova vita, trovarti un nuovo amore, finire in galera per l’atrocità che hai contribuito a commettere … ma il rimorso è sempre lì, puzza come un invisibile rifiuto marcito sotto il letto che non va via per quanto tenti di pulire.”

Quando sembra che si chiariscano le numerose tracce che la scrittrice ha disseminato, un colpo di scena improvviso svela nuovi segreti e la narrazione subisce un’ulteriore evoluzione.

Affresco della giovinezza che non conosce il senso del peccato, critica aspra ad una società che non è capace di reinserire chi ha sbagliato, invito ad andare sempre al fondo del fondo di coloro che ci circondano.

Per capire cosa si annida nelle loro mente e poi forse… imparare a perdonare.