“Elizabeth Appleton” John O’Hara Nutrimenti

 

“Una finge di non saperle, certe cose.”

Riuscire a smascherare i vizi e le menzogne di una società arroccata su un perbenismo molto formale non è cosa facile.

“Elizabeth Appleton”, grande classico della letteratura mondiale, finalmente sbarca in Italia, pubblicato da una casa editrice come Nutrimenti che da sempre propone itinerari culturali interessanti.

Regala opere di pregio che smontano sia nello stile che nel contenuto l’idea di narrativa di genere.

Difficile infatti catalogare il romanzo in questione come una lettura del Tempo storico.

Ambientato tra gli anni Trenta e Cinquanta, pur mantenendo una accurata ricostruzione di luoghi e atmosfere, riesce a creare un ponte che spinge verso una aspra critica di atteggiamenti e sottoculture presenti.

Mi piace pensare ad un romanzo molto provocatorio che certamente suscitò non poche polemiche.

Si intaccano le intoccabili e quasi sacre università americane, si mostrano i giochi di potere e le scaramucce.

Ma l’istituzione che viene analizzata è il matrimonio.

Non è casuale che la protagonista, che dà il titolo al testo, sposi un uomo di rango inferiore, abbandonando agi e ricchezze.

Su tutto domina l’amore, idealizzato e mitizzato.

Il mito si frantuma di fronte alle rinunce e ad una crescente insoddisfazione.

Il marito si rivela nella sua più banale essenza e finisce di essere l’uomo dei sogni.

Intrighi, segreti, pruriginose verità iniziano a prendere corpo mentre il ritmo accelera in un vorticare di figure secondarie, delineate con tratti decisi.

I dialoghi sono corollario di uno sviluppo sempre più cadenzato da una scrittura asciutta e impeccabile.

John O’Hara è stato definito “il vero Fitzgerald”, paragonato a Balzac, a Cheever e a Yates.

Se molte sono le similitudini nello studio caratteriale e nella narrazione di una certa parte del Continente americano, lo scrittore mantiene una sua unicità.

Mette in crisi ogni valore, lo espropria di ogni simbologia.

Descrive le sfumature oscure dell’animo e lo fa con una buona dose di sarcasmo.

Si diverte e noi con lui, sentiamo la sua onestà intellettuale e gli siamo grati per averci regalato un affresco compatto e molto realista.