“Applausi nel cassetto” Ana Blandiana Elliot Edizioni

 

“Esiste un inizio

Esiste sempre un attimo in cui si spezza qualcosa nella tensione da tanto tempo insopportabile, cosicchè insopportabile diventa solo l’illimitata capacità di sopportare.”

Un messaggio forte che percorre le pagine di “Applausi nel cassetto”, pubblicato da Elliot Edizioni e tradotto da Luisa Valmarin.

È il momento di rottura, il bisogno di rompere gli argini della rabbia e dell’umiliazione.

Bisogna ricordare che alla poetessa Ana Blandiana fu impedito di pubblicare.

Considerata una nemica, subì un isolamento difficile da accettare.

Non si arrese e da donna coraggiosa trovò una strategia ideativa.

Quale strada percorrere per ribellarsi alla ferocia della dittatura di Ceauşescu?

Scrivere  trovando un meccanismo narrativo che confonde realtà e finzione.

È evidente che lo scrittore Alexandru Şerban sia l’alter ego di tutti coloro che negli anni Ottanta sono stati perseguitati.

“Fin da allora da quando la fuga era un atto fisico, simbolico forse, ma comunque reale, una corsa, un inseguimento, una separazione materiale, durante la quale puoi vedere, ma non puoi fare nient’altro che fuggire, ho capito che il guardare, il contemplare è una forma di fuga.”

Osservare ed essere sguardo critico, costruire una simbologia che spezzi le catene.

Sdoppiarsi, offrire ad una figura inventata la possibilità di esprimersi liberamente.

Ma la scrittrice non si ferma a questa fase già decisamente innovativa.

Introduce il libro nel libro, una idea geniale che sposta l’attenzione verso la parola scritta.

Una trasposizione che si sviluppa su più piani perché quello che importa è creare una coralità.

Dimostrare che il popolo può e deve costruire una rete di resistenza.

“Ho avuto la rivelazione che non c’era nulla di complicato, al contrario era infinitamente semplice e proprio perciò insospettabile.”

La meraviglia di questa opera grandiosa sta nell’interpretazione del lettore.

Può affidarsi e seguire gli eventi, attraversare le tappe di uno straordinario viaggio liberatorio.

Sarà un’esperienza indimenticabile mentre il fiume canta una sua intima melodia.

Si può, come è capitato a me, seguire gli indizi sparsi nel testo, tanti e differenti, che conducono alla conoscenza dell’autrice.

Sentirla respirare in ogni rigo, vederla affannata per anni a comporre un capolavoro letterario, intuire la frattura profonda tra ciò che si vorrebbe gridare e ciò che bisogna celare.

Nel finale esplode tutta la competenza di Ana.

Una lezione di scrittura creativa, un’esortazione a non dimenticare.

Un abbraccio tra colei che inventa e il protagonista, gli specchi non servono più.

Tutto è alla luce del sole e non si sa più se la vita sia soltanto un libro o meglio ciò che resta come memoria per i posteri.

“Ogni volo è una fuga

Ogni fuga è uno scacco

Eppure, tuttavia

Mettiti, angelo, in salvo.”