“Sonata d’inverno” Dorothy Edwards Fazi Editore

 

Qualcosa di indefinito, come un alone sul bianco candido, attraversa il lettore.

Si intuisce un’ illuminazione che potrà squarciare l’atmosfera e si cerca tra le pagine una filosofia esistenziale che solo nel finale emergerà dalla bruma.

“Sonata d’inverno”, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Francesca Frigerio, rientra nella letteratura classica inglese presentando parecchie innovazioni.

Per comprenderle bisogna inquadrare il pensiero dell’autrice.

Dorothy Edwards rappresentò la rottura con il passato, rivendicò la sua libertà intellettuale e il romanzo ne interpreta perfettamente la personalità.

Se è vero che viene descritta la staticità della società si percepisce un evidente sarcasmo.

Le chiacchiere senza senso compiuto, le riunioni nei salotti, il culto delle forme estetiche servono a sottolineare uno stile di vita senza obiettivi.

Emergono le figure femminili ed ognuna aggiunge un tassello ad un quadro alternativo della femminilità.

Eleonor con una giovinezza in sboccio, curiosa di annusare l’esistenza, impaziente di crescere.

Olivia e i suoi occhi malinconici, chiusa come un fiore selvatico quasi volesse proteggere un segreto.

Pauline irrequieta e trasgressiva, poco incline a subire la presenza invadente della madre.

Ci chiediamo cosa cercano queste tre giovani donne e in entrambe cogliamo lo spaesamento di chi non si sente in sintonia con sè stessa.

L’autrice ci offre solo pochi dettagli del travaglio interiore, dovrà essere il lettore a scavare a fondo individuando piccoli, impercettibili segnali.

In questo contesto nebuloso colpisce e certamente è elemento simbolico Mr. Arnold Nettle.

Arrivato in paese come impiegato del telegrafo, mal si adatta alla socialità.

Timido e malaticcio rappresenta il male di vivere, l’inquieta e malinconica sensibilità.

Altra identità interessante è Mr. Premiss, enigmatico studioso, sognatore e filosofo.

Divertenti le sue teorie che non portano da nessuna parte, il suo innato bisogno di essere al centro dell’attenzione.

Amori e disamori fanno da sfondo ad una commedia che si tinge di scuro.

Il non detto resta nell’aria, intrappolato dal vento e dal gelo dell’inverno.

Splendidi scorci che si rifanno al naturalismo artistico ma anche in questo caso sembrano illusorie e invitanti cartoline di un mondo sospeso.

“Qua e là si intravedeva il profondo verde degli abeti che avevano l’aria di trovarsi tra quelle sfumature di colore come eroi, che soli, potevano discendere nell’Ade da vivi.”

La musica concede tregua e crea una sorta di attesa.

E all’arrivo della primavera tutto potrà succedere.

Basta attendere fiduciosi.