“Il confine” Silvia Cossu Neo Edizioni

 

La protagonista di “Il confine”, pubblicato da Neo Edizioni, scrive biografie.

Segue le tracce del passato senza lasciarsi influenzare dalle zone d’ombra, dai tentennamenti, dalle false verità di coloro che a lei si affidano.

È fredda, distaccata, invulnerabile.

Sa che i suoi committenti cercano un momento di gloria per vanità o per paura di svanire inghiottiti dall’oblio.

Un lavoro come un altro dove è fondamentale restare fuori dalla narrazione.

Ma qualcosa succede a modificare l’ordine delle cose.

Mettere su carta ricucendo i frammenti esistenziali di uno psichiatra famoso significa entrare nelle zone d’ombra di se stessa.

Confrontarsi con l’ipocrisia dell’essere, comprendere cosa è falso e cosa è reale.

Avere il coraggio di entrare nei complessi e insondabili meccanismi mentali, vivere il dubbio, la patologia psichiatrica, il fallimento e lo sconforto.

Il romanzo è costruito con intelligenza e sembra un noir psicologico.

Chi è veramente quell’uomo, luminare della scienza?

Ha sempre sfidato le pratiche delle strutture ospedaliere, utilizzato metodologie d’avanguardia senza mai retrocedere di un passo.

“Bisogna prestare molta attenzione a quegli schemi mentali che usualmente impieghiamo nell’interpretare il mondo e che tutto sono fuorchè assiomi incontestabili.”

Questa potrebbe essere una chiave di lettura, ma, vi avviso, non è l’unica.

Altre tracce che si riannodano all’infanzia non devono essere sottovalutate.

Interessante anche la relazione con la figura femminile in un ambiguo cercarsi e mai trovarsi.

E ci si chiede che ruolo abbia il corpo in questa intrigante sperimentazione della sensualità.

Si può inseguire la propria ombra, credere nella magia o negarla, interpretare i sogni o lasciarli svanire.

Silvia Cossu scrive un testo complesso ma sa districarsi con abilità nel labirinto che ha ideato.

Una cosa è certa: ha saputo trovare l’impossibile punto di unione tra le realtà e suggestione.

E voi?

Buona lettura!