“Tutti dormono nella valle” Ginevra Lamberti Marsilio Editore

 

 

Il tempo assume le forme di una lunga spirale dove ogni cerchio ha un ordine simmetrico al precedente e al successivo.

Un gioco di incastri, una geniale contradanza di eventi.

L’architettura di “Tutti dormono nella valle”, pubblicato da Marsilio Editore, è stabile, costruita tassello per tassello.

Già il titolo è evocativo e in quel dormire c’è il senso profondo del romanzo.

È un apparire e sparire di sembianze umane, una corsa alla rappresentazione di un modulo narrativo.

Ma la scrittura con una maestria funambolica sfugge ad ogni schematica realizzazione.

Tutto si muove in un ritmo accelerato, non sono concesse pause perché è tempo di fare i conti con sè stessi.

Costanza ragazzina e poi adulta in attesa di quel quid che la renda libera.

Nelle sue fughe, nei suoi ritorni la sperimentazione del dentro e del fuori.

Di quel dentro che le appartiene perché è famiglia.

Di quel fuori che la attrae perchè non ha vincoli.

Madre e padre ingabbiati nella pesantezza della non accettazione.

Rifiuto di tutto ciò che è imprevisto o non immaginato.

Alinazione del pensiero e vorace mancanza di gestualità.

Il paesaggio aspro e terroso fa da cornice all’immobilità dei personaggi.

È necessario esplorare altri lidi anche se saranno vertigini e rotazioni e allucinazioni.

Claudio è quell’Altrove desiderato, il brivido, la corsa, il respiro accelerato.

È perdizione e salvezza ed in questa ridda di contraddizioni bisogna provare a trovare un equilibrio.

Una fase storica che si apre alle droghe, cerca paradisi e inferni, spezza le certezze e inventa linguaggi alernativi.

Ginevra Lamberti ci porta ai confini del baratro.

Si fa interprete di un disagio generazionale senza perdere la lucidità della narrazione.

Tesa come una corda di violino, spasmodica come un verso inespresso, caustica come un fuoco che brucia.

Importanti i luoghi che testimoniano le presenze e le assenze.

Specchi dove riflettersi per ritrovarsi.

Mentre una nuova vita germoglia ci si chiede se nella figura di Gaia siano concentrate tutte le redenzioni possibili.

Ma è la redenzione che si vuole o semplicemente è forte il bisogno di verità?

Una prova letteraria magistrale che conferma la qualità letteraria dell’autrice.

Da leggere come una meditazione sugli antagonismi che determinano e scandiscono ciò che siamo.