“Tra le pagine” Hugo Hamilton Einaudi Stile Libero

 

“Il mio autore senza casa.

Il mio scrittore inquieto, profugo, itinerante, apolide, sempre in fuga.

Con la valigia sempre pronta.

Che se la svignava per salvarsi la vita.

Il suo nome: Joseph Roth.

Il titolo: La ribellione.

Sono nato…”

Originale e travolgente, “Tra le pagine”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero e tradotto da Marco Rossari, ha come voce narrante un libro scampato al rogo del 1933.

Vecchio, malridotto, ha una storia incredibile da narrare.

E noi, trasportati nel passato, osserviamo sbigottiti le ceneri dei tanti testi bruciati perchè considerati sovversivi.

Vediamo le fiamme e piangiamo pensando cosa significhi essere perseguitati, non avere libertà di pensiero e di parola.

Assistiamo alle infinite peripezie del protagonista che passa di mano in mano come gioiello prezioso.

È testimone di una barbarie, ha subito l’umiliazione di vivere nascosto, porta sul dorso i segni di un attacco alla democrazia.

“La loro vendetta sull’istruzione…

Questa era l’occasione di accantonare tutta la saggezza appresa e prendere parte a un glorioso gesto di autovandalismo.

Ritornare all’epoca precedente alla sapienza.

Avere il diritto di non conoscere.”

Parole che fanno rabbrividire ma che bisogna far conoscere per non dimenticare.

Vorremmo stringere la mano a tutti coloro che lo hanno protetto rischiando la vita e comprendiamo il valore degli ideali.

Simbolo di tutte le dittature vecchie e nuove, il romanzo ci regala un Secolo buio, diventa per noi e per le generazioni che verranno indelebile messaggio.

La letteratura non morirà mai, sarà guida e luce, speranza e riscatto.

“Io ho inglobato le vite interiori dei miei lettori.

I loro pensieri devono essersi stratificati sotto il testo, per trasformarmi in una cosa viva, con facoltà umane.

Ho la capacità di ricordare.

Riesco a capire quando la Storia rischia di ripetersi.”

Mai mi era capitato tra le mani un testo che con tanta forza, con tanta potenza  riuscisse ad esprimere la relazione con il lettore.

L’intimità che si crea, l’amore che nasce spontaneo, il senso di appagamento fisico e mentale.

Ma “Tra le pagine” non è solo un inno alla vera letteratura, è intreccio di vite ed ognuna ha un suo percorso, un suo forte messaggio.

La figura di Roth viene rappresentata a tutto tondo con un’attenzione minuziosa.

Figlio unico di madre vedova, apprensiva e oppressiva, avvezzo fin da piccolo a ricamare trame, innamorato, in fuga, anima bramosa, spirito inquieto.

E ancora la guerra, con la sua scia di morte.

“C’è qualcosa di fragile nelle persone alla fine di una guerra.

Si lasciano plagiare dagli slogan.

I confini tra verità e finzione si dissolvono a tal punto che non si riesce a cogliere più la differenza. “

E Lena che fa da congiunzione tra l’inizio e il finale dando alla struttura narrativa un movimento circolare.

Non un cerchio chiuso, tante sono le parentesi, le diffrazioni, gli orizzonti da non perdere di vista.

E la mappa disegnata con cura “per impedire che quella giornata svanisse nel nulla.”

Per lasciare una traccia, per costruire una memoria.

La mia infinita gratitudine ad Hugo Hamilton.

Ha scritto un’opera magistrale, intensa, commovente, ricca di tensione e di passione per la parola scritta.