“Riproduzione” Ian Williams Keller Editore

 

“Prima che morisse sua madre era irritabile.

Prima che sua madre morisse era.

Ricominciamo.

Prima che sua madre morisse, lei, sua madre, era irritabile.

Ricominciamo.

Prima che sua madre morisse, lei, sua madre, irritava lei, Felicia.”

Un incipit che mostra l’originalità stilista di Ian Williams.

Vi avviso: 689 pagine spettacolari, innovative, spericolate.

Si passa da una modalità linguistica ad un’altra, da un gioco di ambiguità a riflessioni poetiche.

“Riproduzione”, pubblicato da Keller Editore e tradotto da Elvira Grassi, sa essere gioioso e malinconico, sarcastico e irriverente, suadente e provocatorio.

Un ospedale e due anziane malate.

Due figli: Felicia ed Edgar.

Un incontro casuale e inizia la commedia.

Due mondi diversi che si incrociano e noi lettori siamo travolti da un dialogo fitto.

“Erano compagni di squadra in panchina.

Erano bambini che esaminavano un vespaio mentre erano in attesa delle loro madri.”

Cosa succede quando arriva inaspettata una gravidanza?

La nostra protagonista dovrà cavarsela da sola mostrando una buona dose di fermezza.

Bellissimo il rapporto con il figlio Army mentre la scrittura subisce un ulteriore cambiamento.

Frasi, pensieri con un ritmo accelerato.

Il destino è strano e imbroglia le carte.

Ma non vi anticipo niente, distruggerei gli infiniti colpi di scena.

Solo un indizio:

“Le persone cambiano”

Sarà vero?

Esistono relazioni che non possono essere interrotte, passioni che non si dimenticano.

In alcuni tratti si ha l’impressione di essere all’interno di uno spettacolo surrealista, in altri sembra di muoversi in uno spazio troppo reale per essere vero.

Ci si sente leggeri, trascinati da una brezza nuova.

Finalmente un esercizio linguistico che offre una visione alternativa di famiglia e amore, di coppie e di genitori, di somiglianze e di differenze.

Un romanzo intelligente, vincitore dello Scotiabank Giller Prize, premio meritatissimo.

Da leggere con la consapevolezza che le donne fanno girare il mondo, sole o in compagnia, trovano sempre soluzioni anche nei momenti più tragici.