“Dimora di ruggine” Khadija Abdalla Bajaber 66thA2ND

 

 

Aisha bambina e quel mare che le ha portato via il padre.

Non un corpo da piangere, solo l’assenza che si fa straziante.

“La notte si srotolò, lenta e appiccicosa, tra un caldo monsonico e un nugolo di zanzare che riempì le ore fino al sorgere dell’alba.

Allora gli insetti spariscono, tornandosene assonnati e rabbiosi tra le radici buie e fresche delle mangrovie.”

Mombasa è colore e frastuono, è virtuosismo delle donne intente a modellare abiti, è rassegnazione e coraggio.

È giorno che si mescola alla notte in un incendio di sfumature.

È il gatto che comprende il linguaggio umano, portavoce di luoghi magici.

È la speranza di raggiungere una terra che nessuno ha mai visitato.

“Dimora di ruggine”, pubblicato da 66thA2ND e tradotto da Alessandra Castellazzi, è sogno nel paese della creatività.

Animato da figure emerse da favole antiche racconta un popolo e le sue usanze.

Delinea il quotidiano con una vena poetica che incanta.

Traccia un percorso di formazione che è ricerca e libertà.

“Le onde sciabordavano dolcemente, avanti e indietro, gonfiandosi e ritirandosi,  come il respiro di un animale.”

È questo il movimento di una scrittura che incede spedita seguendo il ritmo dell’acqua.

Acqua che simbolicamente assume valenze ambivalenti e questa ambivalenza tra salvezza e sconfitta si ripete con una modulazione a spirale.

Si può precipitare e risalire, perdersi nell’inchiostro di specchi deformanti, sfidare demoni e fantasmi.

Non si è mai soli ma visitati e accompagnati dal Dio che si cela nelle mille facce del Creato.

Il Re degli Affondati, il Re della Fame, “lo stridio di urla distorte come pappagalli intrappolati in una casa in fiamme”: immagini surreali costruite ad arte per accrescere il desiderio di proseguire il cammino.

Non appartenere a nessuno, farsi lieve e diventare adulti.

Solcare la paura, riscrivere il destino, inventare parole.

Tutto è possibile grazie alla scrittrice kenyana Khadija Abdalla Bajaber.

Sembra impossibile che l’autrice esordisca con un testo tanto maturo e raffinato.

Sono così tanti i luoghi fantasiosi, come labirinti dove la ragione lascia il posto all’istinto.

Con Aisha cresciamo, impariamo che “la malvagità è un’invenzione degli uomini”, che si può credere e sperare.

Nella purezza del cuore si va incontro ad un’altra misteriosa avventura.