“All the love I can get” Tommi Parrish minimum fax

 

“Dal risentimento nascono molte forme di malattia spirituale.”

Tommi Parrish riesce a raccontare il nostro tempo con una sensibilità che lascia senza fiato.

Incisiva, tagliente, tenera e commovente trova le parole giuste per descrivere la difficoltà di costruire relazioni.

Il suo mondo è affollato da figure che sono state travolte dall’esistenza.

Affamate d’amore ma incapaci di esprimere i propri sentimenti.

Imprigionate nella rabbia e nel rimpianto, sentono un vuoto incolmabile.

Si muovono tra lavori precari e giornate stressanti, oppresse dai sensi di colpa.

Sanno di non essere affidabili e la fragilità ingigantisce il senso del fallimento.

Ai gruppi di ascolto provano a dare voce al dolore che si è incistato nell’animo.

Poche frasi che arrivano come ghiaccio che prova a sciogliersi e immagini stilizzate in un graphic novel, pubblicato da minimum fax nella Collana “Cosmica.”

“All the love I can get” mette in scena il teatro di due esistenze.

Eliza è ragazza madre, cerca di conciliare le attenzioni per il figlio agli orari lavorativi.

Ma sa di non fare abbastanza e questo cruccio è amplificato dalle occasionali apparizioni dell’ex compagno.

Nel tempo libero scrive tentando di aggrapparsi alla parola da troppo tempo taciuta.

Sasha esce da esperienze devastanti e la convivenza con i genitori acuisce lo smarrimento.

Si concede forse per cercare l’affetto che le è mancato.

Incontrando Eliza intuisce che qualcosa le unisce.

Costruire un rapporto, fidarsi e affidarsi è troppo complicato.

Significherebbe rimuovere anni di negazioni, di silenzi, di persone sbagliate.

Un testo che si interroga sul bisogno di conforto, sulla terribile sensazione di inutilità.

Che mostra le fratture di un presente dove ognuno è monade che gira a vuoto.

Azzeccato il contrasto tra queste esistenze frantumate e le tecniche per rimanere a galla.

Imparare ad “essere grati per”, rimuovere tutti coloro che sono “tossici”, “uscire da un baratro.”

Un testo educativo e utilisissimo per riconquistare la fiducia in se stessi.

Interessante è ruolo del piccolo Justin, senza anticipare le sorprese il ragazzino apre uno spiraglio di luce.

Ci fa pensare che la nuova generazione ha tanto da insegnarci e certamente potrà salvarci.

Bellissime le gradazioni di colore, le pagine dove non serve il linguaggio per narrare, gli angoli sfumati e i dialoghi rallentati.

Complimenti all’editore e alla traduttrice Alice Amico che ci hanno regalato una perla che rigenera e pone interrogativi.

Da leggere e da sfogliare come fosse una terapia, la nostra terapia.