“Una giuria di sole donne” Susan Glaspell Sellerio Editore

 

 

Susan Glaspell ha vinto il Premio Pulitzer per il teatro nel 1931: premessa necessaria per comprendere a fondo “Una giuria di sole donne”, pubblicato da Sellerio Editore e tradotto Roberto Serrai.

Riesce a concentrare in un racconto la perfezione del noir.

Pennellate essenziali dove ogni dettaglio è significativo.

Una casa che già dall’esterno trasmette un’infinita tristezza.

L’interno con pochi mobili malridotti conferma uno stato di abbandono che rispecchia un malessere profondo.

È stato ucciso un uomo, soffocato da una corda.

Nessun segno di effrazione e l’unica responsabile sembra la moglie.

Il pubblico ministero e lo sceriffo cercano un movente.

Presenti nel luogo del delitto due donne.

Saranno loro a capire la dinamica dell’evento luttuoso osservando con sguardo compassionevole cosa è stata l’esistenza dell’accusata.

Minnie “era una ragazza piena di vita e cantava nel coro.”

Cosa ha provocato il cambiamento?

Perchè tanta sciatteria nella gestione della vita familiare?

Cosa l’ha spinta a chiudersi in sè stessa?

Piccole tracce portano alla verità, quella verità che è sfuggita all’occhio meno vigile degli uomini.

In un finale aperto che commuove si impara tanto.

Il romanzo fu pubblicato nel 1917 e letto oggi può essere definito un testo rivoluzionario.

Rompe gli schemi del poliziesco, introduce figure femminili che saranno le vere investigativi.

Mostra con grande intelligenza, precorrendo i tempi, le diversità di genere.

Non usa proclami ma costruisce una struttura psicologica interessante.

Immedesimarsi in Minnie significa dare un nome alla sofferenza e alla solitudine, alla mancanza di comprensione, al silenzio che oscura la mente.

Bellissima la prefazione di Alicia Giménez Bartlett.

“Non conoscevo questo racconto di Susan Glaspell.

Sono rimasta stupefatta leggendolo.

È un documento sociologico importante per comprendere la questione femminile nella storia recente.

E al tempo stesso si tratta di una narrazione scritta con straordinaria finezza.”

La speranza è che l’editore stampi altre opere di questa autrice che con piglio fiero e leggerezza di stile ci insegna cosa significa la complicità femminile.

Per conoscerne la vita molto approfondito è il ritratto proposto da Gianfranca Balestra.

Un’esperienza letteraria di grande valore culturale, una lezione per tutte noi.