“Racconti del pianeta terra” curato da Niccolò Scaffai Einaudi Editore

 

“L’umanità ha voltato le spalle alla natura, da un pezzo: è fatta da individui, e punta tutto sulla sopravvivenza individuale, sul prolungamento della vita e sulla vittoria contro la morte e il dolore.”

La frase, tratta da “Verso Occidente” di Primo Levi, è una delle tante riflessioni proposte da “Racconti del pianeta Terra”, pubblicato da Einaudi Editore.

Un’antologia critica, un manuale di sopravvivenza, un’ illuminante viaggio alla scoperta della relazione tra noi e il pianeta.

In un tempo in cui l’uomo sta distruggendo tutto, questo splendido saggio è una guida preziosa.

A guidarci Niccolò Scaffai, professore di Critica letteraria e letterature comparate all’Università degli Studi di Siena, dove dirige il Centro di ricerca “Franco Fortini.”

Nella scelta dei venti racconti si coglie la competenza nel saper coniugare passato e presente, nel rendere attuale la letteratura.

Riesce a dimostrare che

“Solo passando dalla condizione di spettatore privilegiato a quella di elemento tra gli altri l’essere umano può riconoscersi come specie tra le specie, come fenomeno tra i fenomeni che agiscono intorno e insieme a lui.”

Già Leopardi nelle Operette morali intuisce che “gli uomini sono tutti morti, e la razza umana è perduta.”

La voce dello Gnomo arriva come un monito e ci costringe a pensare quanto distrattamente abbiamo attraversato la letteratura.

Siamo rimasti fuori senza preoccuparci di comprendere i messaggi che ci venivano lanciati.

Il pregio del testo sta proprio nella riscoperta dei classici, nella valorizzazione dei linguaggi e delle strategie comunicative.

La capacità di Mario Rigoni Stern di essere testimone dell’ambiente, l’abilità di Safran Foer di interrogarsi sul ruolo della parola per raccontare l’ecosistema, la genialità di Antoine Volodine nel rappresentare il mondo animale attingendo al fantastico, l’invito di Anna Maria Ortese a tenere in tasca l’arcobaleno: attraverso questi scritti si ricompone lentamente il nostro desiderio di umanità.

Interessante la dicotomia tra senso della fine e fine del senso: un invito a trovare soluzioni prima che sia troppo tardi.

Perché per affrontarla si utilizza la distopia o il fantastico?

E ancora può il romanzo “comprendere e spiegare la complessità delle relazioni ecologiche”?

Con Zadie Smith e Margaret Atwood cambia la prospettiva e l’atto d’accusa ci chiama in causa.

Racconti del pianeta terra” va studiato con calma perchè contiene il segreto per raggiungere la consapevolezza, smonta la convinzione di essere unici e indispensabili, offre una panoramica culturale di altissimo livello.

“Ciò che conta è smettere di fingere che la letteratura importante sia solo quella circoscritta a un io o a un tu, qui e ora.”