“Briciole della vita” Pëtr Andreevič Vjazemskij Adelphi Editore

 

“La lingua russa assomiglia a un uomo che ha molti lingotti d’oro nei sotterranei, ma spesso non ha una moneta da venti copechi per pagare il vetturino.

Ed è costretto a prenderli in prestito dalla prima persona che incontra.”

Pëtr Andreevič Vjazemskij, nato a Mosca nel 1792, non risparmia niente e nessuno.

Con sguardo acuto e pungente riesce a raccontare la sua terra senza tralasciare le criticità.

Si diverte ad ironizzare sui nobili, sui bempensanti, sui cortigiani.

La critica si veste di spontaneità e la brillante arte oratoria fa da sfondo a “Briciole della vita”, pubblicato da Adelphi Editore.

A collocare storicamente l’autore ci pensa Serena Vitale, curatrice dell’opera, in una spettacolare introduzione.

Il testo è parte dei Taccuini dove questo uomo brioso raccoglieva osservazioni e pensieri.

Azzeccato il titolo proprio perché sfilano davanti ai nostri occhi personaggi noti e meno noti nell’attimo dell’inciampo.

Che sia linguistico o comportamentale poco importa: ne viene fuori una divertente macchietta.

Non ci sono eroi ma uomini e donne ritratti nel quotidiano rincorrere la vita.

Scenette che hanno come coreografia i salotti bene, dialoghi dove l’altro finge di ascoltare, parole con doppi sensi, incidenti linguistici e imperdonabili gaffe.

Il libro può essere letto senza seguire un ordine anche perché non è costruito cronologicamente.

Questa scelta narrativa si rivela vincente perché azzera il prima e il dopo.

E cosa sorprendente rende le pagine molto attuali.

Chi non si è confrontato mai con i bugiardi, i ciarlatani, le vezzose e tremendamente vuote figure femminili, le persone importune sempre pronte ad assillare con inutili domande?

I difetti vengono analizzati al microscopio, che sia la passione per il gioco o l’avarizia.

Le stravaganze e la stupidità, la mancanza di tatto e il falso perbenismo, gli eccentrici e i gli incapaci: signori, ecco la nostra eterogenea umanità.

“La mia unica speranza, la mia unica consolazione, è la certezza che all’altro mondo i potenti capiranno quanto nel mondo di qui sono stati stupidi, insensati, dannosi.”

È la speranza di tutti noi.

Divertente, intelligente, veloce: da non perdere perché è una chicca letteraria!