“Una trama di fili colorati” Otto Whitney minimum fax

 

 

“A ventisei anni, ho dimenticato che tipo di ragazza sono.

Una volta ero una giovane studiosa; adesso sono fidanzata.

Non che non si possa essere entrambe le cose – lo so bene – ma non riesco a capire fino in fondo chi sono in questo momento.”

Le parole di Finn nel Prologo di “Una trama di fili colorati”, pubblicato da minimum fax e tradotto da Franca Cavagnoli, circoscrivono un primo elemento ricorrente.

Ci si conosce davvero?

Chi siamo e soprattutto chi avremmo voluto essere.

La nostra giovane guida in vacanza a casa della nonna ci presenta le donne che si dilettano a confezionare un quilt, una trapunta realizzata con avanzi di tessuto.

Dietro questa tecnica si sviluppa una vera e proprio filosofia, è nel gioco dell’incastro che ognuna riesce ad esprimere se stessa.

Nell’abbinamento dei colori, nella realizzazione del disegno si annidano desideri e sogni.

“Interrogatevi sugli elementi di disparità presenti nella vostra vita.

Tastate i pezzi di stoffa che rappresentano il vostro amante e riflettete sul significato degli amori illeciti agli albori della società americana.

Se no meditate sul significato delle avventure oggi.”

Una specie di terapia di gruppo senza parole che attraverso il lavoro manuale esprime sentimenti.

Accanto alle “istruzioni” che aiutano a capire quali benefici può portare questa esperienza avremo il piacere di conoscere le donne che si riuniscono per costruire insieme la speciale coperta.

Vi avviso, si tratterà di un incontro ravvicinato ed ogni capitolo è gia romanzo.

Le sorelle Glady Joe e Hy ospitano “il circolo del trapunto”, hanno imparato a stare insieme legate da un evento straordinario.

Sono riuscite a condividere il dolore attraverso l’amore e la loro storia riempie gli occhi di lacrime.

Hanno capito che “quello che resterà nella nostra vita sarà soltanto l’amore.”

Sophia ha rinunciato ai voli pindarici ed ha seguito le orme della madre che è stata un fantasma ossessivo con le sue regole bigotte.

Constance ama la solitudine e lo studio ma il matrimonio è condizione indispensabile per essere accettate.

Em più volte ha pensato di lasciare il marito che costantemente la tradisce.

Eppure resta ed è interessante capire il perchè.

Corrina ha consumato “la sua riserva di pazienza”, non accetta la guerra e il suo cuore è un nido di rabbia trattenuta.

Anna, “figlia di madre nera e padre bianco”, ama passeggiare sotto le stelle e sa di non appartenere a questo mondo.

Otto Whitney riesce a mostrare i diritti negati, a far sentire sulla pelle il moto di ribellione che vorrebbe esplodere.

Entra nell’esistenza dei suoi personaggi con prudenza e delicatezza.

Il suo è un romanzo che insegna la condivisione e il rispetto, gli impulsi libertari, la voglia di vivere.

È comunità, quella vera, capace di edificare insieme una trama che annulla differenze e diffidenze.

Una scrittura brillante, originale, una lettura di quell’America che non conoscerà mai le cronache.

Vera, pura, dura e ribelle.