“Primo amore e altri affanni” Harold Brodkey Fandango Libri

 

 

Come definire “Primo amore e altri affanni”, pubblicato da Fandango Libri e tradotto da Grazia Rattazzi Zambelli?

Una mappa dei sentimenti nelle varie fasi dell’esistenza, la leggerezza di una descrizione che deve comunicare, la purezza di una scrittura che non si ripiega su sè stessa.

Una raccolta di racconti dove l’America è presente nella sua complessità.

È la lussuosa residenza dei ricchi, è la strada abbandonata della periferia.

È il guizzo di chi osserva e non comprende la suddivisione in ceti.

È l’adolescente che non ha mai vissuto l’infanzia e trova la forza di inventarsela.

È il padre malato, ingombro e peso, la madre dalla bellezza sbiadita.

“Nella primavera dei miei sedici anni, quello che più desideravo al mondo era di riuscire ad essere qualcuno, da grande.

Non sapevo che ci potesse essere altro modo per farsi amare.”

Frasi spiazzanti che vanno assaporate e inserite in un contesto che travalica il libro.

Un filo conduttore potrebbe essere la dilatazione del sè.

Cosa appare allo specchio? Chi è l’Io se riferito agli altri?

“Sapevo che avrei superato la prova della mia giovinezza e sarei stato perdonato.”

Tra salite e discese si snodano le esistenze mentre il tempo inverte la sua rotta, con i suoi ingranaggi modifica i lineamenti, affina le sensibilità, esclude o include attraverso un gioco che sembra casuale.

Ma non c’è niente di casuale nella scrittura di questo maestro della letteratura americana.

I riferimenti alla Poesia Metafisica e all’amore platonico offrono una possibile ulteriore interpretazione.

Ci si chiede quanto gli strumenti educativi e le conoscenze filosofiche possano influire sul nostro modo di amare.

L’autore ci invita a mettere in discussione il modello preconfezionato, ad aprirci all’esperienza.

Nelle storie di Laura si intersecano desiderio e senso di colpa, inadeguatezza e speranza.

L’apice è stato raggiunto e dell’amore continueremo a balbettare il senso.

Viverlo all’ombra di quei palpiti che ci rendono vivi.