“Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino” Davide Rigiani minimum fax

 

“Intanto si può già dire che tutto era cominciato la sera in cui il papà del Tullio aveva trovato un bruco geometra nell’insalata.

Era agosto, un venedì.

Quel giorno il Tullio compiva dieci anni.”

Un incipit folgorante e molto circostanziato nel tempo e nello spazio.

Dettaglio fondamentale che caratterizza “”Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino”, pubblicato da minimum fax.

La struttura narrativa è lineare pur nelle infinite disgressioni creative.

Un libro esplosivo, dinamico, che si differenzia da ogni altra sperimentazione linguistica.

Affermo senza ombra di dubbio che Davide Rigiani ha una voce unica, originale e fantasiosa nel panorama culturale internazionale.

Non costruisce la storia ma più stratificazioni senza perdere mai di vista il nucleo centale.

Ci presenta una famiglia speciale: mamma tuttofare in una banca, papà “poeta avanguardista”, sorella maggiore, una nutrita schiera di gatti e il piccolo Tullio.

Un bambino con spiccata sensibilità e una filosofia di vita molto intrigante.

Riuscire a passare inosservato quando la timidezza ha il sopravvento.

Non comprende la matematica perchè troppo logica e la sua testolina preferisce vagare negli spazi di una fervida fantasia.

Ha una predilezione per i “superlativi iperbolici”, ha già intuito che non esistono le mezze misure in un mondo molto omologato.

I Ghiringhelli saranno strampalati ma hanno un grande pregio: sanno dialogare e condividere le scelte.

Entra nella loro esistenza un animale molto strano, un eolao.

Caratteristiche fisiche che non lo collocano in nessuna categoria, una lingua composita dove domina il suono, l’empatia per il suo giovane amico.

Ama il dentifricio ad azione sbiancante, i biscotti e i bambini.

Lo conoscerete pagina dopo pagina e sentirete uno strano afflato.

Tra mille avventure si sviluppa una traccia animata, mai statica.

Il linguaggio è rutilante, fonico, geniale.

La forma del testo non si ripiega su se stessa, regge senza un cedimento, le 469 pagine  si leggono d’un fiato.

Immerge in un territorio che ci riporta all’infanzia, alla giocosa spensieratezza non turbata da sovrastrutture mentali.

Offre una visione della Svizzera che scardina con competenza le assi portanti di un modo di essere.

Racconta la diversità come valore.

Sfata il mito della bellezza fisica.

Può essere definita una favola ma è molto di più.

È l’ironia sottile, il valore aggiunto di un messaggio forte.

Essere liberi e cercare nella quotidianità quegli spiragli che permettono di ideare, sognare, inventare mondi alternativi.

Adatto a tutte le età, da condividere nelle scuole e nelle case.

Credetemi, vi sorprenderà.

Complimenti all’autore.