“Madame andata e ritorno” Lisa Morpurgo Atlantide Edizioni

 

“Ero stata assunta come segretaria di Filippo due anni prima e subito la signora mi aveva preso a benvolere, mi giudicava una buona influenza per suo figlio.”

Il ritratto di una donna libera, emancipata, aperta alle sorprese.

Madame andata e ritorno” era stato pubblicato nel 1967 ma solo oggi grazie ad Atlantide Editore ne percepiamo la rottura con un certo tipo di narrativa di genere.

Il libro entra a pieno titolo nel panorama culturale internazionale mostrando i segni di una modernità senza tempo.

Non è solo la protagonista ad attrarci, il suo modo di stare al mondo, la capacità di esserci per gli altri, la voglia di amare senza regole e senza schiavitù.

Il suo passare da un amante all’altro non è solo esercizio del piacere, è conoscenza, incontro, scambio, sapendo che tutto ha una fine.

Cinica? Assolutamente no.

Una figura che rappresenta il divenire della relazione, che ha inteso anzitempo cosa significa darsi senza chiedere nulla in cambio.

Padrona del proprio corpo e della propria mente, girovaga e intellettuale, capace di essere sempre se stessa.

Lisa Morpurgo non si ferma a costruire un personaggio decisamente insolito, racconta piu contesti sia geografici che sociali.

Inquietante la scomparsa di Costanza, eterea vestale, sconfitta e divorata dalla passione.

Enigmatica la signora, proprietaria di una tenuta arroccata in un luogo carico di presagi.

Avventuriero Filippo, artista sempre alla ricerca di qualcosa che gli sfugge.

E le città fascinose e attraenti.

Barcellona, Hong Kong, Losanna: brevi apparizioni come chimere.

Il viaggio è solo un pretesto, un’occasione di evasione.

È la libertà di chi crede che nel presente sia racchiuso il mistero dell’eternità.

Nella postfazione Flavia Piccinni scrive:

“Riemerge finalmente, dopo numerosi lustri di silenzio, il suo talento di narratrice libera e originale, di donna dal sapiente talento, capace non solo di scoprire i misteri delle stelle, ma anche di comprendere il tempo e di anticiparlo.”

Sintesi perfetta di una geniale affabulatrice.