“Don Chisciotte in Sicilia” Roberto Mandracchia minimum fax

 

Quando e perché la finzione si sostituisce alla vita?

Cosa ci spinge ad interpretare ruoli che non ci appartengono?

Quanto il mercato editoriale ci influenza?

Geniale, divertente, provocatorio, “Don Chisciotte in Sicilia”, pubblicato da minimum fax, sventa i nostri maldestri tentativi di indossare maschere.

Già il titolo offre diverse ipotesi interpretative.

Certamente nella descrizione della Sicilia c’è la necessità di sfatare molti luoghi comuni.

Finalmente il siciliano con i suoi pregi e difetti viene rappresentato come il burattinaio di sé stesso.

Libero quindi da condizionamenti malavitosi.

Fantasioso e colto come il signor Vasile.

Un protagonista che riabilita la vecchiaia e utilizza la lettura come strumento per evadere dalla propria piattezza.

Appassionato lettore di Camilleri un bel giorno impersona i panni del commissario Montalbano.

Ne imita le movenze, le strategie investigative, la passione per una professione che gli permette di risolvere problematiche.

Accentuato è il dialetto e in questa sperimentazione linguistica si mescola la radice atavica e la musicalità della parola.

Un gergo costruito ad arte che non si sottrae alla ripetizione del fonema.

In compagnia del fedele scudiero, il senegalese Ousmane, il nostro personaggio prova a sventare colpevoli.

Un teatro dell’assurdo che ricorda la commedia pirandelliana e risente della visione lungimirante di Sciascia.

Il romanzo nell’autonomia della forma e degli innumerevoli stilemi traccia una linea di confine rispetto ad una narrativa che non lascia intravedere redenzioni.

Siamo grati all’autore perchè attraverso la burla dà voce a chi non ne ha, studia il costume e i modi di essere, ribalta lo stereotipo del delinquente.

Ci fa sognare e ci invita a credere che i libri sono i nostri migliori amici.

“Io sono ma non ho le prove”.

E quel sapere che non vogliamo vedere è davanti i nostri occhi.

Tocca a noi sellare i cavalli e riportare il sorriso in un’isola da troppo tempo oscurata da una realtà violenta e minacciosa.

È tempo di reagire, grazie a Roberto Mandracchia per avercelo ricordato.