“Un oceano senza sponde” Scott Spencer Sellerio Editore

 

“Un’altra notte era passata, con baci non dati, cose intime non confidate e lasciate lì a sfiorire, appassire, rinsecchirsi e morire.

Fai del tuo meglio per tirarti su.

Ricordi a te stesso che le cose potrebbero andare molto peggio..

Ma la tristezza sa essere subdola, e a volte appena sveglio avverti un certo grado di devastazione.”

Una mattina come tante, difficile, spigolosa, affollata di pensieri.

È la paura ad affrontare il giorno, l’ansia di fronte alle sfide vecchie e nuove.

Passerà come sempre e nella quotidianità si stempererà ogni timore.

Ma una telefonata rompe l’incantesimo della presunta, necessaria normalità.

Si riapre la voragine della memoria, frammenti che con fatica si sono celati riemergono con il fragore di una tempesta.

È quello che succede a Christopher Woods, da tutti chiamato Kip.

Vive nella reclusione di una cella che lo protegge dalla verità.

Non può ammettere a se stesso e agli altri le sue pulsioni.

Le ha zittite, manomesse, violentate.

Ha accettato la solitudine e il silenzio.

È il prezzo da pagare ad una società bigotta.

Ma quello squillo e la voce di colui che è ombra del passato fa franare il fragile castello di menzogne.

Thaddeus è il desiderio, la passione, il sogno di una notte di peccato.

È l’uomo sicuro di sè, accondiscendente, affascinante.

È ciò che si vorrebbe essere, la brezza di una leggerezza mai provata.

È l’amico che si ricorda di te quando sta per affogare.

È il rapace, colpevole di non aver voluto vedere e sentire.

“Un oceano senza sponde”, pubblicato da Sellerio Editore e tradotto da Assunta Martinese, è la frattura dolorosa, il punto di cesura tra l’arrendevolezza e il coraggio.

Ha un ritmo caotico, fulminante.

Si espande come una macchia nel candore della ragione.

Rompe gli argini della pacatezza ed esplode.

La rabbia si agglutina, si contorce, varca i confini del non detto.

Esplora senza mediazioni chi siamo veramente.

Libera dalle maschere, si offre nella libertà della rivelazione.

È la confessione di un amore assoluto, totalizzante, invasivo.

In una scena che fa rabbrividire il nostro protagonista comprende la finzione dell’altro.

È la pugnalata decisiva, la fine dell’illusione.

Scott Spencer scrive un romanzo graffiante, mostra i volti deturpati dall’irrangiungibile.

Entrambi i personaggi inseguono qualcosa ma le loro strade non convergono.

Differente è l’approccio al sentimento, il coraggio si scontra con la viltà, la dedizione con l’uso strumentale.

La prosa ha sprazzi poetici, improvvisa riflessioni filosofiche, inverte il senso di rinuncia.

Dimostra che i sentimenti inesplorati feriscono e si incistano come piante velenose.

Propone un alfabeto senza suoni ma quando si spezza il silenzio arriva l’urlo di chi finalmente impara ad accettarsi.

Bellissimo!