“L’ecclisse di Laken Cottle” Tiffany McDaniel Atlantide

 

Tiffany McDaniel riesce a trascinare il lettore dove vuole.

La vena creativa si cesella attraverso scenari che credevamo impossibili.

La scrittura ruota su se stessa, crea vortici e spirali, costruisce ipotesi attrattive e contemporaneamente inquietanti.

Inventa castelli labirintici dove passato e presente hanno stanze senza porte e permettono di entrare e uscire senza accorgersi della mutazione temporale.

Riunisce insieme più generi e piú stili dimostrando che la vera letteratura non ha prigioni schematiche.

Ricuce insieme diverse storie intorno ad un nucleo centrale senza mai far perdere la bussola.

Basta seguire la musica suadente della parola, dimenticare il proprio stato e abbandonarsi completamente.

Affidarsi alla voce che modula suoni mai sentiti.

“L’ecclisse di Laken Cottle”, pubblicato da Atlantide Edizioni e tradotto in maniera impeccabile da Clara Nubile, riesce a raccontare una realtà sfuggente, quella che ci perseguita e ci impensierisce.

È il buio il nemico, entità indistinta pronta ad inghiottire tutto.

Lo vediamo avanzare e sentiamo una spossatezza infinita.

Un incubo che racchiude le nostre paure, si infiltra tra la gente, rende il paesaggio apocalittico.

Questa visione é come mille cavalli che corrono sfrenati, come torrenti impazziti.

Difficile descrivere il potere suggestivo delle immagini, bisogna viverle.

A spezzare quello che può sembrare un delirio la figura del protagonista.

Laken Cottle è lo spartiacque, un messaggero o un testimone.

La sua infanzia rotola all’interno del testo come una palla infuocata.

La scomparsa della madre diventa il pretesto per superare il trauma.

È una stella scesa sulla Terra per un breve periodo, è il sogno del bambino che insieme al padre deve metabolizzare la perdita.

Non c’è una sola scena che non sia pensata e rielaborata.

Dell’esistenza turbolenta del nostro uomo conosciamo frammenti che insieme tracciano una personalità complessa.

Non è casuale il fatto che sia uno scrittore proprio perché solo la parola scritta può entrare nell’inaccessibile.

Nello spazio dove non sai più chi sei, dove tua moglie e tua figlia non ti riconoscono, dove tutto si sfilaccia e diventa incomprensibile.

Non sono concesse pause, tanti personaggi ed ognuno svela qualcosa di un incredibile, meraviglioso puzzle.

Ci si avvia al finale col cuore in gola e si ha la certezza di avere sperimentato qualcosa di unico.

Siamo riusciti a vincere le paure ataviche, ad accettare quella parte oscura che fa parte della nostra personalità, a credere nelle favole?

Un libro che scava nelle coscienze e ci impone di pensare alle responsabilità che abbiamo nei confronti di noi stessi e dell’ambiente.

Vi avviso: vi perdetere e sarà una sensazione molto piacevole.

Imparete a volare, a credervi astri, a solcare il buio per cercare la luce.

E fidatevi, la troverete.