“L’inafferrabile” Liane de Pougy Elliot Editore

 

 

Liane de Pougy, nata in Francia nel 1869, scandalizzò parecchio per le scelte molto libertine poco apprezzate dalla società del tempo.

Oggi la definiremmo una donna libera, capace di svincolarsi da un matrimonio infelice, pronta a sacrificare tutto pur di realizzare i suoi sogni.

L’esperienza come ballerina alle Folies Bergère, come attrice e il matrimonio con un principe bulgaro tratteggiano una caratterialità vivace, antesignana femminista.

“L’inafferrabile”, proposto da Elliot Editore e tradotto da Graziano Benelli, ne mostra l’animo conflittuale.

Il libro è una confessione fatta all’amante Jean Leblois.

La protagonista, Josiane de Valneige, potrebbe essere l’alter ego dell’autrice.

Nelle sue lettere si apprezza la sincerità, il garbo, il linguaggio lineare.

“Ciò che mi aveva spinto tra le vostre braccia mi ha buttata in quella di altri: l’eterna ricerca del piacere sfrenato, il desiderio di abbeverarmi a tutte le coppe, la nostalgia dello scandalo, lo sfarzo e il potere.”

Una frase significativa che riesce a cogliere grazie ad una sintesi perfetta gli stati d’animo della giovane.

Non bisogna lasciarsi forviare dalle apparenze, è fondamentale immergersi nella lettura con cuore libero da pregiudizi.

“In fondo al cuore sentivo di essere scontenta.

Ero forse diventata pazza?”

La percezione di un vuoto interiore che le feste e la bellezza non possono riempire.

Sarà la malinconia di un valzer a farla cedere, a farla sentire viva.

È il tempo di un giro di giostra sulle montagne russe e torna il bisogno di cercare altrove.

Sperimentare cosa significa amare, essere inebriata dal romanticismo di una notte al chiaro di luna.

“Io, che ho provato tutto, che ho vissuto tutto, sento in me un sentimento verginale, un desiderio innocente, una sete di purezza: nell’ebbrezza di questi ideali si disperdono i miei sogni malsani, il mio passato e la mia gloria fittizia.”

Tanti amanti ma il cuore oppresso da qualcosa che la passione e il desiderio non possono guarire.

Mettersi a nudo e cercare di capire, sentire di essere lontani dalla meta ultima, barcollare di fronte all’inafferrabile.

La genialità della scrittrice sta nel creare un dialogo permettendo di mettere a confronto due modi di essere e di pensare: femminile e maschile, bianco e nero o viceversa.

Il testo ci invita a riflettere sulla diversità di genere, a comprendere quale spazio diamo ai sentimenti, a liberarci dai condizionamenti del nostro presente.

Bello, intenso, emozionante: la vita irripetibile e unica, frammentata e tormentata, dinamica e dissociata, complessa e teneramente sincera.