Nata nel 1850 nel Missouri, Kate Chopin iniziò a pubblicare all’età di trentotto anni rivelando fin da subito un’animo indomito e ribelle.

Vissuta in una piantagione di cotone fu allevata nell’agio e nella sua produzione artistica forte è l’influsso del vissuto.

Ma attenzione, l’autrice ha il coraggio di raccontare ciò che si nasconde dietro i fasti di una borghesia perbenista e avvezza a celare la sua vera natura.

Sceglie il racconto breve e in poche pagine sa riscrivere il suo tempo con ironia e sfrontatezza.

Leggendo “Il bacio e altri racconti”, pubblicato da Eliot Edizioni e tradotto da Lavinia Emberti Gialloreti, ci si diverte moltissimo.

L’autrice sa dosare una punta di sarcasmo con la qualità delle immagini, descrive stati d’animo senza cedere alla lusinga della falsità.

Le sue storie sembrano scritte attraversando il filtro di un caleidoscopio che fa da specchio a quella verità celata in gestualità imposte.

Chi sono le sue donne?

Sanno cosa vogliono e non si fanno scrupoli nel raggiungere gli obiettivi.

Ciniche manipolatrici?

Assolutamente no, si muovono con grazia nel teatrino delle convenzioni, sanno fare passi avventati ma guidate dall’intelligenza.

Miss Nathalie e il gioco dell’azzardo che riesce alla perfezione.

Mrs Baroda si lascia tentare dal desiderio pur essendo “una donna rispettabile.”

“Desiderava tendere la mano nell’oscurità e toccarlo con le delicate punte delle dita sul volto o sulle labbra.

Desiderava accostarsi a lui e sussurrargli contro la guancia – non importava cosa – come avrebbe fatto se….”

Mrs Sommers si concede un piccolo capriccio e un paio di calze di seta animano i sogni.

Il desiderio di infinito, il bisogno di fuggire, la certezza che esiste un altrove.

Tra le prime voci femminili che fanno intravedere diritti negati.