“Il cantiere delle anime” Chiara Santoro Castelvecchi Editore

 

“Vagò con lo sguardo in su, verso la magica simmetria del quadrato di cielo sopra di lei.

Unità di misura del mondo e dell’anima.

La perfezione del cosmo tra quattro angoli retti…

L’universo è un progetto logico, non serve oltrepassare un cancello, la sua dimensione si moltiplica da ogni spigolo dal quadrato generatore e a ogni spigolo ci sono un’unica e due occhi rivolti in su, e cosí all’infinito, oltre il bosco, oltre sé.”

La ricerca di un altrove pervade le pagine di “Il cantiere delle anime”, pubblicato da Castelvecchi Editore.

Il bisogno di trovare quella dimensione spirituale che isoli dalla realtà, renda sopportabile le anguste mura dell’abbazia dove è stata rinchiusa ancora bambina.

Angélique Arnauld come è usanza del tempo in cui vive é obbligata a vestire i panni di religiosa nella fase più spensierata dell’infanzia.

Fin da subito mostra un carattere indomito e curioso, anche quando diventerà badessa non perderà il fuoco che la illumina.

Vuole conoscere, studiare, capire: é l’unica strategia per sopravvivere.

Non far morire quella parte di sè che non accetterà mai l’imposizione altrui.

Per liberarsi da ogni catena affettiva si impedisce di riincontrare i genitori e quel gesto non è solo una sfida al patriarcato e alla sudditanza della madre al volere del maschio.

È una punizione, il bisogno di espiare il suo anelito di libertà.

“La mia anima irrompe, spacca queste sbarre, sale sugli alberi.

Tutto di me la nutre, niente concedo all’istinto, al ventre.”

Per liberarsi dall’istintività e far affiorare la ragione bisogna dare prova di coraggio, venire a patti con i pensieri più ininfluenti, essere puro spirito.

Cercare la verità e costruire “la nuova Gerusalemme.”

Questa rivoluzione mentale coinvolgerà le altre consorelle in un percorso comune che trasformerà la storia in un importante progetto collettivo.

Chiara Santoro ci permette di conoscere le ombre di un secolo come il Seicento, mettendo in luce le contraddizioni del potere ecclesiastico, le miserie di una nobiltà senza scrupoli.

A illuminare il testo una figura femminile che ha saputo lasciare tracce evidenti della sua filosofia.

Ha insegnato a spezzare le muraglie di falsi miti, ha lottato per l’uguaglianza delle classi sociali.

Il suo è un testamento che arriva fino a noi come un imperioso invito a non essere mai schiave di una coscienza bigotta.