“Terreno comune” Naomi Ishiguro Einaudi Editore

 

Tredici anni e la voglia di studiare.

Il padre morto di cancro, la madre intristita e malinconica, incapace di colmare il vuoto affettivo.

Il bullismo pesante dei compagni, la paura che rallenta il respiro.

Una città troppo uguale, con casette che sembrano finte dove si muovono in un ordine ossessivo uomini e donne.

Stan è schiacciato in un’infanzia che lo sovrasta, lo opprime.

Trova pace nelle lunghe e solitarie passeggiate all’aria aperta dove finalmente si libera dei panni dello sfigato.

L’incontro con Chiarlie, di poco più grande, è un raggio di luce.

La conoscenza di un altro mondo, quello dei nomadi, viaggianti anche quando sono stanziali.

È il bisogno continuo di trovare e sperimentare, la necessità di allontanarsi perchè poco graditi.

Giorno dopo giorno l’amicizia si consolida e nonostante Charlie non frequenti la scuola diventa maestro.

Insegna a non sottomettersi, ad alzare lo sguardo, a sfidare il prepotente di turno.

“Terreno comune”, pubblicato da Einaudi Editore e tradotto da Margherita Emo, è un gioiello letterario.

Non solo per la scrittura che sa mantenere più temporalità sviluppandosi in maniera lineare e seguendo la crescita e le avventure dei protagonisti.

È un romanzo che racconta senza finzione la nostra società, schematizzata, rigida, incapace di accogliere.

Violenta, imbottita di pregiudizi, prosciugata dal benessere di pochi.

Mentre Stan riesce a diventare giornalista, Charlie continua a vivere ai margini, oppresso dai doveri verso la sua gente, sfruttato al lavoro perché rom, costretto a difendere l’onore della famiglia sul ring.

Con un matrimonio che sta naufragando e un appartamento simile ad una prigione.

Nell’evoluzione dei personaggi vediamo un ribaltamento di ruoli e ci chiediamo quanto il fallimento dell’uno sia frutto di una tragica verità.

Non c’è spazio per certe categorie umane, private di diritti fondamentali.

Il testo ha il coraggio di mostrare quanto sia difficile costruire insieme un percorso amicale cercando di abbattere le resistenze interiori e quanto sia complesso trovare un equilibrio tra ciò che senti di essere e ciò che gli altri si aspettano da te.

Naomi Ishiguro, dopo essersi cimentata nella raccolta di racconti “Vie di fuga”, in questa sua prima opera narrativa, riesce a sbalordire.

In ogni pagina mette l’anima insieme ad una spiccata sensibilità.

Registra con lucidità quello che succede nelle nostre città, indipendentemente dalle distanze geografiche.

Educa a cercare il riscatto, trovare la strada che ci faccia sentire liberi, costruire relazioni che sfidano gli anni.

Una storia densa di avvenimenti dove il nomadismo finalmente è narrato senza infingimenti ed edulcorazioni.

Un inno alla speranza perché c’è sempre l’occasione di riscrivere il presente con lettere indelebili.

Un invito a colmare le distanze, a tendere la mano, ad essere fratelli.