“Fuoco all’anima” Leonardo Sciascia Domenico Porzio Adelphi Editore

 

Si pensa di conoscere bene la propria isola, le tradizioni, i modi di dire, le sfumature linguistiche, l’incerto equilibrio tra sacro e profano, i guizzi caratteriali.

Si viene immediatamente smentiti leggendo “Fuoco all’anima”, pubblicato da Adelphi Editore.

Definirlo uno scrigno prezioso sarebbe riduttivo.

Bisogna cogliere nella conversazione tra Leonardo Sciascia e Domenico Porzio anche il non detto, le pause, i respiri.

Immaginare i volti e le posture, scrutare il lampo negli occhi.

Perché questo era il Maestro, non solo l’intellettuale intransigente e colto.

Era l’incarnazione del siciliano onesto capace di saper interpretare le strategie dialettiche, le macchinazioni politiche, la pungente sagacia del suo popolo.

Pronto a raccontare mille aneddoti che in parte sono legati dall’oralità in parte sono frutto di uno studio incessante dell’origine delle parole, della disposizione di strade e piazze, dell’iconografia di più culture stratificate in ogni pietra, in ogni angolo e soprattutto nell’animo dei suoi abitanti.

Non credo sia casuale il titolo che rimanda a qualcosa che arde e non sempre purifica.

Puntuali le domande dell’intervistatore che è prima di tutto amico e raffinato conoscitore dell’opera sciasciana.

Dall’infanzia a Racalmuto, la passione per i libri trovati nella biblioteca della zia, gli infiniti divieti degli adulti: scorre un film in bianco e nero dove la nostalgia è solo sterpaglia.

Il fascismo, la scuola, le scelte in un susseguirsi di frasi coincise, essenziali ma che riescono a regalarci una lezione di storia e di geografia.

La morte e l’eros, la loro concatenazione, il rapporto con Dio e con la Chiesa e tanta letteratura.

Da Borges ai grandi classici c’è sempre uno sguardo scevro da incantamenti.

La scrittura e i suoi tempi, l’Olivetti Lettera 22, la sintesi necessaria dopo la prima stesura.

“La televisione ha ammazzato la conversazione, ha ammazzato la lettura serale.

Ha ammazzato tante cose.”

Un pessimismo illuministico forse, mi piace pensare ad un vate che non fu sempre ascoltato.

Questo testo apre un universo di conoscenza e di stimoli e certamente spingerà chi non conosce l’autore siciliano a leggere le sue opere.

Imparerà l’arte dell’onestà, la malinconica ma mai superficiale attenzione alla realtà, le idee innovative, le curiosità, i gusti, le follie e la teatralità del popolo siciliano.