Recensione di @CasaLettori: “Vorrei che fossi qui” Jody Picoult Fazi Editore

Titolo: Vorrei che fossi qui”

Autore: Jodi Picoult 

Casa Editrice: Fazi Editore

Collana: Le strade

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione: 

In “Vorrei che fossi qui”, pubblicato da Fazi Editore nella Collana “Le strade” e tradotto da Stefano Tummolini, torna lo stesso filo conduttore di “Il libro delle due vite”, edito nel 2021.

Ancora una volta Jodi Picoult analizza l’imprevedibilità dell’esistenza mostrando che la programmazione è impossibile.

In questa nuova prova narrativa cambia lo scenario e l’impatto emotivo.

Per una serie di eventi la protagonista si trova nelle Galapagos da sola.

Il viaggio a lungo agognato come tappa che porterà delle svolte è un salto al buio.

Ad accompagnarla non ci sarà il fidanzato, costretto a non partire dalla pandemia che si sta sviluppando in maniera esponenziale.

Cosa spinge Diana a lasciare New York?

Come tutti noi non ha percezione che qualcosa di tragico trasformerà il nostro presente.

La motivazione potrebbe essere un’altra: sfidare il pericolo, provare l’ebbrezza dell’ultimo spazio di libertà prima del matrimonio.

Una sorpresa l’attende nella piccola isola dove ha scelto di alloggiare.

Per prevenire il contagio le autorità hanno isolato il territorio, bloccando le partenze, chiudendo le attività commerciali.

Scarsa connessione ad Internet, nessuna banca, solo il conforto di un paesaggio meraviglioso.

Mare e sole, silenzio e solitudine.

“Porto Villamil è una città fantasma.

I bar, i ristoranti, gli hostal e i negozi sono ancora tutti chiusi e al buio.

Davanti all’ingresso dell’ufficio postale c’è un cancello inchiavardato.”

 

È come se il tempo si fosse fermato e avesse creato una bolla dove è concessa solo l’attesa.

Difficile per una donna molto attiva adattarsi ed è a questo punto che l’autrice esplora un territorio molto complesso.

Cosa significa sopravvivere?

Si può tenere accesa la speranza?

Può una relazione non logorarsi a causa della lontananza?

L’incontro con una ragazzina cambierà il corso della storia.

Beatriz è l’adolescente ferita, bisognosa di attenzioni.

Due figure femminili che nella diversità generazionale imparano a comunicare.

Entrambe hanno un vuoto affettivo che insieme riescono a far emergere.

Mentre nel resto del mondo si combatte una guerra impari con il Covid in questa porzione di universo ci si interroga sulle problematiche esistenziali.

Queste due prospettive trasformano il romanzo in una sottile indagine sociologica.

Come siamo cambiati?

Siamo riusciti nel periodo dell’isolamento a crescere emotivamente?

Ci siamo avvicinati a noi stessi?

La trama subisce un’evoluzione che lascia senza fiato.

Ulteriore conferma che nulla è certo, che realtà e sogno possono sovrapporsi.

Un libro dove si respira il profondo e intimo messaggio dell’arte, salvifica ricerca di equilibrio.

A tratti doloroso perché evoca ricordi che vorremmo cancellare.

Generoso perché tratteggia ciò che siamo stati senza menzogna, guarda in faccia la paura e insegna a camminare nei deserti e nelle pianure, con il sole e con la pioggia, nella tempesta e nella bonaccia.

“Quello che ci serve è svegliarci la mattina.

Sentire che il nostro corpo funziona.

Gustarci un pasto.

Avere un tetto sopra la testa.

Circondarci delle persone che amiamo.”

Editore:

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Autore:

Picoult (19 maggio 1966) è una scrittrice e fumettista statunitense.

Dopo gli studi di scrittura creativa a Princeton, ha lavorato come copywriter, editor ed insegnante di inglese. Nel 2003 ha vinto il New England Bookseller Award for Fiction e nel 2005 il Premio Alex.

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