Recensione di @CasaLettori: “Un lutto insolito” Yewande Omosoto 66thA2ND

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Copertina "Un lutto insolito" Yewande Omosoto 66thA2NDTitolo: Un lutto insolito

Autore: Yewande Omosoto

Casa Editrice: 66thA2ND

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione

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“Siamo così.

Persone che non sanno dove mettere la tristezza.

Ci proviamo tutti, cerchiamo di riporla da qualche parte.

Ma la tristezza non si piega come un fazzoletto.”

 

Si impara a conviverci e si sopravvive.

O l’onda arriva troppo impetuosa e ti spezza.

È quello che succede a Yinka, così giovane e così indifesa.

Muore in una stanza anonima, sola, vittima di qualcosa che non sa più dominare.

La madre, Majisola, vuole capire e cerca disperatamente le tracce di una figlia che ha abbandonato la casa paterna troppo presto.

Affronta un viaggio doloroso nei luoghi frequentati dalla sua creatura, cerca nel computer, tra i disegni, un segno, un indizio.

Rivede la sua infanzia, il matrimonio, la gravidanza.

Con un’onestà che disorienta ammette di non esserci stata, di non aver trovato le parole.

Di essere fuggita di fronte alla responsabilità della maternità.

Dovrà andare a fondo, rivedere il rapporto con la sua mamma, gli spigoli di una relazione anaffettiva.

Svelare un segreto che per troppi anni ha tenuto per sè.

Ma non basta per assolversi.

Chi era veramente Yinca?

Quando si è allontanata? Quali i suoi interessi.

Il puzzle che andrà componendo è amaro, spiacevole, spigoloso.

“Un lutto insolito”, pubblicato da 66thA2ND e tradotto da Emilia Berghi, è travolgente, intenso.

È la storia di donne che non hanno saputo adattarsi ad un ruolo che non sentivano appropriato.

È la paura del corpo, il timore di essere sopraffatte, il timore di non gestire i sentimenti.

È il vissuto di uomini che fuggono da sè stessi.

Di coppie che si appiattiscono in una normalità che annichilisce i sentimenti.

Di chi ha sangue nigeriano ma non sente l’appartenenza ad un popolo e ad una lingua.

Delle domande che preferiamo ignorare, delle pulsioni celate.

È la psiche che viene dissotterrata e studiata.

È la lucidità dell’analisi dei propri errori.

Ancora una volta Yewande Omosoto riesce a scuotere le coscienze.

Nella sua scrittura composta la narrazione ha un andamento lineare anche quando si addentra nei pensieri più scomodi.

Sullo sfondo il Sudafrica come una cartolina sbiadita.

Solo pochi accenni alle discriminazioni razziali.

Il fulcro del romanzo sta nel modo di reagire alle offese della vita.

Tanti i personaggi secondari che ruotano come maschere senza volti.

Due figure centrali: Zelda Peterson e zia Modupe.

Entrambe hanno saputo resistere alla farsa imposta da altri.

Un libro importante, educativo.

Per imparare a guardarsi dentro, ammettere le colpe, non cercare inutili assoluzioni ed imparare a piangere.

Il pianto è liberazione, rinascita, coraggio.

Editore

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Autore

Foto dell'autrice Yewande Omotoso

Nata nell’isola di Barbados nel 1980 e cresciuta in Nigeria, Yewande Omotoso si è trasferita in Sudafrica con la famiglia nel 1992. Scrittrice, architetto e designer, ha pubblicato Bom Boy nel 2011, aggiudicandosi il South African Literary Award per la migliore opera d’esordio.

Un lutto insolito è il secondo libro dell’autrice pubblicato da 66thand2nd dopo La signora della porta accanto (2018), entrato nella longlist del Women’s Prize for Fiction 2017 e finalista dell’International Dublin Literary Award 2018.

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