Recensione di @CasaLettori: “Il canto del fuoco” Matti Friedman Giuntina

Titolo: Il canto del fuoco

Autore: Matti Friedman

Casa Editrice: Giuntina

Collana:  Vite

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione:

“Talvolta un artista e un evento storico interagiscono fino a scatenare un’energia più grande di entrambi: non è solo perché l’opera conserverà il ricordo di quell’evento, ma anche perché rappresenterà un’affermazione della creatività umana di fronte a un accadimento doloroso difficile da comprendere razionalmente.”

 

“Il canto del fuoco”, pubblicato da Giuntina e tradotto da Rosanella Volponi, dimostra la veridicità dell’affermazione.

Siamo ad ottobre in un anno cruciale.

Il 1973 è teatro della sanguinosa Guerra del Kippur.

 

“I combattimenti iniziarono con un attacco a sorpresa da parte della Siria e dell’Egitto alle due del pomeriggio del Giorno dell’Espiazione.”

 

Una data importante per la tradizione ebraica viene sconsacrata da qualcosa di imprevedibile.

Quello che doveva essere momento di raccoglimento diventa barbarie.

È proprio in questa circostanza che uno straniero inizia a cantare.

Lo riconosciamo subito, è Leonard Cohen, è il timbro inconfodibile della voce, il volto capace di esprimere la sinergia con la musica.

Cosa lo ha spinto a trovarsi in Israele?

Il libro ricostruisce le tappe di questo viaggio introspettivo ignoto a tanti.

Accanto a brani inediti del cantante la narrazione lucida di Matti Friedman restituiscono al lettore l’Uomo.

Non il mito che ha incantato mezzo milione di persone al Festival dell’Isola di Wight ma una figura fragile, convinta di non avere più niente da comunicare.

Strane alchimie della vita, viene da pensare mentre non si riesce a staccarsi dalla narrazione.

Si sente che sta toccando corde profonde, che ogni parola sarà fondamentale per comprendere cosa significa trovarsi in basi militari o in accampamenti di fortuna.

Il deserto e un gruppo di artisti israeliani.

Il contrasto tra la bellezza dei testi e l’orrore della battaglia.

Le foto che impreziosiscono il libro mostrano volti sorridenti.

 

“Quella non era la realtà, erano solo immagini.”

 

È come se si volesse tracciare un confine dove non c’è posto per la morte.

Bozze di canzoni, “scarabocchi, pensieri incompleti:” la sperimentazione della propria appartenenza, lo scioglimento di un macigno interiore.

Questa opera va attraversata come un testamento spirituale, un invito a non fuggire da se stessi.

Riascoltare Suzanne e sentire il silenzio, quello profondo che ti aiuta ad uscire dal pantano della mente.

“Possa lo spirito di questa canzone

Possa librarsi puro e libero

Possa essere uno scudo per te

Uno scudo contro il nemico.”

Editore:

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Autore:

Matti Friedman collabora con il New York Times ed è stato corrispondente da Israele, dal Libano, dal Marocco e da Mosca. Scrive per numerose riviste ed è considerato uno dei più grandi esperti di storia del Medio Oriente. Nato a Toronto, vive attualmente a Gerusalemme.  

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