Incipit scelto da @CasaLettori: “Morire in California” Newton Thornburg SUR

Titolo: “Morire In California”     

Autore: Newton Thornburg

Casa Editrice: SUR

Collana: Big SUR

Anno di pubblicazione: 2022

Incipit:

“Morire in California” è un noir introspettivo, un viaggio nelle conflittualità americane, una foto a colori della famiglia.

 

“Malgrado quel che stava guardando tra le folate di neve fosse una bara con dentro il cadavere del suo primogenito, gli occhi di David Hook erano asciutti.

Il suo cuore era asciutto.

Avrebbe potuto essere un estraneo che dopo aver vagato con la testa altrove in mezzo alle tombe si fosse trovato al centro di quel gruppo di persone per osservarle con occhi non solo asciutti ma freddi, gli occhi di un reporter.

Non gli sfuggiva nulla, nemmeno la bellezza semplice e antica della scena, l’evocazione di un’America ormai morta e sepolta: i suoi vicini, quei campagnoli col vestito della domenica, gli uomini duri, vigorosi, temprati, le mogli austere e i giovani coi capelli lunghi e alla moda che erano andati a scuola con suo figlio e avevano raccolto il fieno insieme a lui e forse gli avevano perfino voluto bene, perché c’era chi piangeva in mezzo a loro, occhi bagnati di lacrime anche se non i suoi.

Hook amava quel cimitero, nei limiti in cui è possibile provare un sentimento simile per un cimitero; l’amava in particolare per le sue file di piccole lapidi antiche e i messaggi che vi erano scolpiti, le litanie sul coraggio dei pionieri, le loro vite piene di stenti e perdite.

Ma gli piaceva anche la lontananza di quel luogo in cima alla collina, la serenità del silenzio e quei terreni trascurati da cui lo sguardo poteva spingersi per diverse miglia, un’esperienza rara nei piatti campi dell’Illinois sud-occidentale.

Adesso, però, in pieno dicembre, quella vista offriva un misero riparo dal vento che, a raffiche, come la neve, gli sbatteva in faccia le parole del reverendo Hodson:

«Il Signore è il mio pastore. Non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce».

La figura tarchiata del reverendo che gli stava di fronte, dall’altra parte della bara, gli precludeva la vista della tomba di sua moglie ma poteva comunque contemplare quella del bisnonno, James Hook, che era stato il primo della sua famiglia a lasciare un segno nel cimitero.

La modestia della lapide non era meno laconica dell’uomo, stando a quel che si diceva di lui: vi erano indicati soltanto il nome e le date, 1855-1904.

Quando Hook era ragazzo il luogo era ancora noto come il «vecchio cimitero battista», essendo stato terreno di sepoltura di una chiesa di campagna che sorgeva su quella stessa collina e distrutta da un incendio sul finire del secolo precedente.

Negli ultimi tempi però, anzi a partire dalla seconda guerra mondiale, la gente aveva cominciato a chiamarlo il cimitero di Hook, verosimilmente perché la sua tenuta si era ampliata fino a circondarlo su tre lati o forse perché si sapeva che era lui ad averne cura, per così dire, passandoci varie volte durante l’estate con una falciatrice per tagliare le erbacce che crescevano di continuo.

Di fatto perciò, quel giorno Hook stava seppellendo suo figlio in un terreno che confinava col suo e che portava anche il suo nome.

Adesso tuttavia, mentre osservava la scena con la neve che penetrava a sferzate come sabbia nella fossa nera sotto la bara, aveva la sensazione di seppellire il figlio non a casa, in un luogo a lui familiare, ma in una terra straniera, quasi lunare.

Teneva il braccio sulle spalle dei due figli che gli erano rimasti.”

Editore:

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Autore:

Newton Thornburg (1929-2011) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense. Tra i suoi libri: DreamlandThe Lion at the Door e Cutter and Bone. 

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