Recensione di @CasaLettori: “Anime” Roy Chen Giuntina Editore

In breve

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Titolo: “Anime”

Autore: Roy Chen

Casa Editrice:  Giuntina Editore

Collana: Israeliana 

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione

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“Questa è la storia della mia vita, è una storia privata, e sebbene si svolga lungo quattrocento anni non è possibile imparare niente sulla storia dell’umanità, nè sui suoi sconvolgimenti, o sulla politica o la cultura, e nemmeno sulla moda.

Forse, con un pò di fortuna, potreste trovarci un vecchio ritornello, una ricetta dimenticata o una pietra piccola e levigata.

Sì, una pietra in questa storia ci sarà sicuramente.”

 

In “Anime”, pubblicato da Giuntina Editore e tradotto da Shulim Vogelmann e Bianca Ambrogio, non troveremo una piccola, modesta pietra ma una vera e propria costruzione dalle solide fondamenta.

All’interno di questa incredibile struttura narrativa si sviluppa la storia del popolo israeliano nella sua complessità.

Un libro pensato e ragionato in anni di ricerche che si differenzia da elencazioni sterili degli eventi.

Alla base c’è un’idea geniale: sarà il protagonista a condurci per mano in una rivisitazione che durerà quattrocento anni.

Ha il dono della reincarnazione e già basta questa stranezza a creare un’atmosfera misteriosa.

Ho la sensazione che tutto nasca dal bisogno di interrogarsi sulla vita e sulla morte, sul tempo sospeso in cui non siamo, sulla relazione tra materia e spirito.

Viene utilizzata una tecnica di revisione del tempo che è frammentato, analizzato attraverso una caleidoscopica creatività.

 

“Anime care, il limite dei ricordi dei giorni più innocenti è che non hanno la forza di nobilitare con la loro bellezza il presente.

Al contrario, attraverso le lenti sporche del presente si macchiano, appaiono ridicoli, o semplicemente deprimono.”

 

Un testo che attinge alla filosofia e alla religione attraverso un’osservazione libera da schematismi.

Poco conosciuto in Italia Roy Chen è un affermato drammaturgo e questa sua arte diventa il canovaccio da cui si dipanano varie fasi.

Siamo a teatro, mettiamoci comodi, assisteremo ad uno spettacolo che ci travolgerà.

Le trovate sceniche, la fluidità della scrittura, la velocità dei dialoghi, i contrasti di luci e ombre, i momenti drammatici e quelli semi seri creano un gioco di specchi nel quale ognuno potrà rivedersi.

Comprendere quali sono i suoi limiti, gli spazi inesplorati, i luoghi nei quali si è annidato l’oblio.

Dalla denuncia alla scansione delle colpe, dalla risata all’emozione: una giostra che ci porterà in alto e in basso, imponendo delle riflessioni che alla luce del registro storico continuano ad essere attuali.

Altra grandiosa strategia è quella di aver introdotto la figura della madre che capitolo dopo capitolo mette in discussione il fraseggio del figlio.

È la personificazione del dubbio che non deve mai abbandonarci.

Tante le sfumature surreali, le improvvisazioni linguistiche, le provocazioni sarcastiche.

 

“La vita è un dono o una punizione?

Non è che fino ad oggi non ci abbia mai pensato.

Ci ho pensato eccome.

Ci sono persone che ricevono un dono e lo sprecano subito.

Ne abusano e lo consumano in fretta

Poi ci sono quelli che conservano il regalo ricevuto nel suo pacchetto, per avarizia o paura o nell’attesa del momento giusto per aprirlo.

E non lo aprono mai.”

 

E noi?

Meditate, gente.

Editore

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Autore

Roy Chen è uno scrittore, traduttore e drammaturgo israeliano.

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