Recensione di @CasaLettori: “Una battaglia persa” Svetlana Aleksievič Adelphi Editore

In breve

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Copertina Una battaglia persa di Svetlana Aleksievic Adelphi EditoreTitolo: Una battaglia persa

Autore: Svetlana Aleksievič

Casa Editrice: Adelphi Editore

Collana: Microgrammi

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione

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Storie da ascoltare come fossero meditazioni.

Testimonianze che insegnano l’amore, quello che nemmeno la morte può spezzare.

Voci di pianto che raccontano cosa ha significato la guerra, cosa ha tolto, cosa ha distrutto.

Ricordi del primo incontro su un campo di battaglia “in mezzo al fango, alla polvere e al sangue.”

Esplosione del reattore di Černobyl e radiazioni che cancellano la speranza.

Un palcoscenico per restituire le parole, quelle che non vogliamo ascoltare.

Una foto al telegiornale e il tempo veloce per un’altra notizia.

Svetlana Aleksievič ci dona la sua esperienza di donna che fin da piccola ha imparato quanto sia fragile l’esistenza.

Spezza il silenzio con un linguaggio accorato, per ribaltare l’idea che “Il male non conosce pietà.”

Partendo dalle origini delle idee comuniste ha il coraggio di smontare il sogno utopico del socialismo.

Lo fa con determinazione e forza, senza fare sconti a nessuno, cercando di collocare il periodo storico all’interno di un percorso intimo.

Sa che la verità va raccontata con lealtà, cercando di raccogliere “la storia dell’anima.”

 

“Quando racconta, l’uomo crea, lotta col tempo come lo scultore col marmo.

È attore e creatore.

A me interessa l’uomo piccolo.

Il piccolo grande uomo, anzi, perché il dolore lo rende grande.

È lui, nei miei libri, a raccontare la propria piccola storia e, insieme, anche quella grande.”

 

“Una battaglia persa”, pubblicato da Adelphi Editore nella Collana Microgrammi e tradotto da Claudia Zonghetti, si interroga sul ruolo della letteratura in questo tempo perverso.

Celebrare gli eroi serve a comprendere?

 

“Perchè tanto dolore non si converte in libertà?”

 

La scrittrice prova a ricostruire eventi vissuti come cronista di guerra e il linguaggio si fa teso, implacabile, doloroso.

La madre ucraina, il padre russo, un esempio del conflitto che dovrebbe annientare anche le famiglie.

Da leggere per comprendere come si può esercitare l’amore quando la propria terra è straziata e lacerata.

Per vedere finalmente non i cadaveri su strade polverose ma uomini e donne sacrificati sull’altare della follia del potere.

Editore

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Autore

Foto di Svetlana Aleksievič

Svjatlana Aljaksandraŭna Aleksievič è una giornalista e scrittrice bielorussa nata in Ucraina, insignita del Premio Nobel per la letteratura nel 2015.

Nel corso della sua carriera, la giornalista e scrittrice ha seguito i principali eventi dell’Unione Sovietica nella seconda metà del ‘900: dalla guerra in Afghanistan, al disastro di Černobyl’, ai suicidi seguiti allo scioglimento dell’URSS. I suoi libri sono stati pubblicati in più di venti paesi e rappresentano uno struggente romanzo corale degli uomini e delle donne vissuti nell’Unione Sovietica e nella Russia post-comunista del XX secolo. È considerata una delle maggiori scrittrici a livello mondiale.

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