Incipit scelto da @CasaLettori: “Piccole cose da nulla” Claire Keegan Einaudi Editore Stile Libero

In breve

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Titolo:  “Piccole cose da nulla”   

Autore: Claire Keegan 

Casa Editrice: Einaudi Editore 

Collana: Stile Libero 

Anno di pubblicazione: 2022

Incipit

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“In ottobre gli alberi erano gialli.

Poi gli orologi tornavano un’ora indietro e arrivavano i venti di novembre, soffiavano senza sosta e spogliavano i rami.

Nella cittadina di New Ross i camini buttavano fumo, che svaniva dileguandosi in lunghi fili lanuginosi prima di disperdersi sulle banchine, e ben presto il fiume Barrow, scuro come birra, si gonfiava di pioggia.

Perlopiú la gente sopportava il maltempo, scontenta: bottegai e artigiani, uomini e donne alle poste e in coda per la disoccupazione, al mercato, al caffè e al supermercato, alla sala bingo, nei pub e in friggitoria non facevano che parlare, ciascuno a modo suo, del freddo e di quanto era piovuto, domandandosi se fosse normale – perché non era mica una cosa normale, eh? – e comunque non ci si credeva, ecco un’altra giornata di freddo barbino, l’ennesima. I bambini si tiravano il cappuccio sulla testa prima di affrontare il percorso fino a scuola, mentre le madri, che ormai ci avevano fatto il callo a correre a testa bassa alla corda del bucato, ammesso che ancora osassero stendere fuori, nemmeno ci speravano di avere anche solo una camicia asciutta prima di sera.

E poi scendeva la notte e ancora una volta gelava, e lame di freddo si infilavano sotto le porte tagliando le gambe a chi ancora si inginocchiava a recitare il rosario.

Nel suo deposito, Bill Furlong, il commerciante di carbone e legname, si fregava le mani, dicendo che se andava avanti cosí presto avrebbero dovuto cambiare le gomme al camion. – Fa avanti e indietro tutto il giorno, – disse ai suoi uomini. – C’è il caso che tra un po’ ce le ritroviamo consumate fino ai cerchioni.

Ed era vero: un cliente non faceva in tempo a uscire dal deposito che subito ne arrivava fresco fresco un altro, oppure suonava il telefono, e quasi tutti volevano una consegna rapida se non immediata, e no, non andava bene la settimana dopo. Furlong vendeva carbone, torba, antracite, carbonella e legna.

I clienti ne ordinavano un quintale, mezzo quintale, una tonnellata o un’intera camionata. Vendeva anche formelle di torba imballate, legna minuta e bombole a gas. Peggio di tutto era il carbone, e in inverno toccava andare a ritirarlo sulle banchine una volta al mese. Gli uomini ci mettevano due giorni pieni per caricarlo, trasportarlo e, una volta tornati al deposito, smistarlo e pesarlo tutto.

Nel frattempo i battellieri polacchi e russi, che se ne andavano in giro per la città con i loro berretti di pelo e i loro cappottoni abbottonati, senza quasi spiccicare una parola in inglese, erano una bella novità. In quei periodi di intenso lavoro, era Furlong a fare quasi tutte le consegne, lasciando i suoi uomini a prendere gli ordini e a tagliare e spaccare in due i carichi di alberi abbattuti che portavano i coltivatori.

Per tutta la mattina si sentiva un gran segare e spalare, ma quando suonava la campana dell’Angelus, a mezzogiorno, gli uomini posavano gli attrezzi, si lavavano via il nero dalle mani e se ne andavano da Kehoe, dove li aspettava un pasto caldo completo di zuppa, e fish & chips il venerdí.”

Editore

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Autore

 

Claire Keegan è nata nel 1968 nella contea di Wicklow, in Irlanda.

“Piccole cose da nulla”, pubblicato in 30 Paesi, è finalista al Booker Prize.

 

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