Recensione di @CasaLettori: “Disturbo della quiete pubblica” Richard Yates minimum fax

In breve

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Titolo:  “Disturbo della quiete pubblica”   

Autore: Richard Yates

Casa Editrice: minimum fax

Collana: minimum classic

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione

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L’altro volto dell’America, quello che racconta l’insoddisfazione e il fallimento.

Siamo nel 1960 a New York in un giorno qualsiasi.

Qualcosa accade nella mente di John Wilder.

Una laconica telefonata alla moglie per comunicarle che non può tornare a casa perché ha paura di uccidere lei e il figlio.

Come può un uomo all’apparenza normale avere un simile timore?

Inizia così “Disturbo della quiete pubblica” pubblicato da minimum fax e tradotto da Mirella Miotti.

Uno dei romanzi più intensi di Richard Yates, pungente, caustico, a tratti feroce.

L’autore ha sempre guardato oltre la patina della opulenta società, si è sbizzarrito a smontare la dilagante idea di una terra dove tutto funziona alla perfezione.

Ha mostrato con una lucidità incredibile i tratti oscuri, le zone d’ombra, i vuoti affettivi.

In questa prova letteraria sintetizza la sua filosofia narrativa.

Nel suo personaggio si concentra il male di vivere, i sogni frustrati, il matrimonio deludente.

In un gioco di entrate e uscite dal passato viene abbozzato il quadro di un’infanzia e un’adolescenza dove non ha potuto dimostrare il vero sè.

Oppresso dai genitori, incapace di continuare gli studi, afflitto dalla lentenza nell’apprendere si ritrova a vivere un’esistenza che non è la sua.

Venditore di spazi pubblicitari mentre altre erano le ambizioni in una città che esclude i perdenti.

Quando ha coscienza della trappola in cui vive esplode finendo ricoverato in psichiatria.

È in quest’ambiente perturbante che sente tutto il peso della solitudine.

Lo scrittore non ci risparmia niente di un sistema sanitario che non cura ma emargina.

Descrive un inferno con pagine di un realismo disarmante.

Uomini che hanno perso la bussola, vagabondi sofferenti, monadi che girano a vuoto cercando il proprio centro.

Quando il nostro protagonista torna nel fuori trova l’ipocrisia di un recupero forzato.

Le sedute psicoanalitiche, gli incontri con gli Alcolisti Anonimi sono solo palliativi che non placano l’insoddisfazione.

Cerca di dare una sterzata al destino ma riempire i vuoti non è così semplice.

Non basta credere in un’idea per farla funzionare ed è su questa convinzione che inizia a ruotare la trama.

Mentre ci si avvia verso il finale si sente una ondata di tenerezza.

Nell’imperfezione e nel dolore, nella sconfitta e nella follia Yates ci restituisce l’umanità perduta, il desiderio di comprendere cosa si nasconde dietro i volti della folla che ci cammina accanto.

Quanti John abbiamo sfiorato senza fermarci ad ascoltare il loro canto triste?

Mi auguro che tanti lettori si accostino alle opere di Yates.

Viaggi che riescono a mettere in crisi, a scuotere le coscienze e questa si chiama letteratura.

 

Editore

Sfoglia il Catalogo della casa editrice.

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Autore

Richard Yates è stato oggetto di una riscoperta che lo ha trasformato in uno dei grandi classici del realismo americano del secondo Novecento. Minimum fax ha pubblicato anche Revolutionary Road, Undici solitudiniSotto una buona stellaEaster ParadeUna buona scuolaBugiardi e innamoratiCold Spring HarborProprietà privata e Il vento selvaggio che passa.

Nel 2020, sempre per minimum fax, è uscito Capolavori, il cofanetto che raccoglie le sue opere più importanti.

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