Recensione di @CasaLettori: “Dietro le quinte della polizia” Georges Simenon Adelphi Editore

Titolo: “Dietro le quinte della polizia”    

Autore: Georges Simenon 

Casa Editrice: Adelphi Editore

Collana: Piccola Biblioteca Adelphi

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione:

 

“Polizia giudiziaria leggiamo ancora in tutti i romanzi polizieschi.

Be’, mi sono reso conto che il pubblico non ha la minima idea di cosa sia questa famosa Polizia Giudiziaria, oppure se n’è fatta un’idea sbagliata.

Che ne dite di andare a curiosare un po’ insieme?

La Giudiziaria ( così la chiamano gli addetti ai lavori ) si trova in quai des Orfèvres, incastonata nell’immenso edificio del Palazzo di Giustizia.”

 

Inizia la nostra avventura all’interno di quelli che rappresentano gli apparati della Giustizia.

Siamo negli anni Trenta in una Parigi che si mostrerà in tutta la sua misteriosa bellezza.

Una città complessa, dove convivono Bene e Male.

Tra i vicoli poco illuminati e lo splendore dei colori della Senna, nei bistrò malfamati e nelle case d’appuntamento, nella mescolanza di afrori, mentre “il termometro di Parigi resta sullo zero.”

“Dietro le quinte della polizia”, pubblicato da Adelphi Editore e tradotto da Lorenza di Lella e Maria Laura Vanorio, ci porta indietro nel tempo.

Una cartolina variegata ricca di preziosi dettagli ci fa respirare un’atmosfera reale, non inquinata dalla fantasia.

Vivremo un’esperienza unica nelle stanze polverose, tra impiegati svogliati e dirigenti brillanti, conosceremo malavitosi, assisteremo ad interrogatori.

Vedremo reclusi in catene mentre i parenti si disperano, ascolteremo le chiacchiere della folla sempre attratta da eventi eccezionali.

 

“Si tratta, se così si può dire, di una zona neutra, in cui le persone oneste si mescolano ai delinquenti, ma in cui tra le persone oneste e i delinquenti ci sono così tante sfumature che è difficile fare distinzioni nette.

È il caso, per esempio, dei night club.

O dei casinò.

O di una certa sala da ballo in cui, essendo travestiti, i colpevoli si sentono più al sicuro.”

 

Analisi acutissima valida anche nel presente.

Il libro riesce ad essere di una attualità sconvolgente perché ha il coraggio di studiare l’essere umano privo da ogni orpello.

Pur mantenendo una struttura giornalistica il ritmo è colloquiale, la prosa venata da una punta di sarcasmo.

Inconfondibile lo stile di Georges Simenon che attraverso il reportage riesce a cogliere non solo la complessità ma anche, a mio parere, il confine esile tra Bene e Male.

Il testo è accompagnato da un album fotografico in bianco e nero che contribuisce a raccontare l’epoca e i casi giudiziari più clamorosi, come sottolinea nella postfazione Ena Marchi.

 

“Di tutti i suoi reportage, questo è uno di quelli in cui il giornalista si confonde con il romanziere, e finisce per ecclissarsi davanti all’uomo solidale con i rifiuti di un’umanità sofferente.”

Editore:

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Autore:

Georges Simenon è un romanziere francese di origine belga. La sua vastissima produzione (circa 500 romanzi) occupa un posto di primo piano nella narrativa europea.
Grande importanza ha poi all’interno del genere poliziesco, grazie soprattutto al celebre personaggio del commissario Maigret.
La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l’Index Translationum, un database curato dall’UNESCO, Georges Simenon è il quindicesimo autore più tradotto di sempre.

 

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