Con @CasaLettori visitiamo @DaliaEdizioni

 

 

@DaliaEdizioni nasce a Terni nel 2014 con obiettivo di esplorarare  itinerari narrativi cercando di scoprire il mondo attraverso lo sguardo attento verso nuovi orizzonti.

La collana dedicata alla Narrativa offre un panorama del presente cogliendo le conflittualità e le sfide.

Suggerisco di leggere “Tante piccole cose”, finalista al Premio Calvino, perchè mostrando il lato oscuro della psiche e nella follia omicida del protagonista coglie il disorientamento di una società che non riesce a riempire le solitudini e gli affanni dell’uomo comune.

Chi è veramente Daniele Masala e perché uccide a sangue freddo la famiglia?

Come lo raccontano coloro che lo hanno conosciuto?

“Non era un ragazzo che sembrava cattivo”.

Si profila un identikit infarcito di pettegolezzi, ricordi frammentari e tanta indifferenza.

Sullo sfondo una Sardegna frastagliata, come assente.

Un non luogo come tanti dove ognuno continua a recitare la sua parte, a fare ipotesi strampalate su “una tragedia” inaspettata.

A scuotere solo le parole dell’omicida.

“Da ragazzino ero facilmente incline all’illusione e quindi alla conseguente delusione.

Solo che non ero capace di fare in altra maniera.

Crescendo sono cambiato e negli ultimi anni ho cercato di farmi scivolare tutto addosso.”

Ma la rabbia cova ed esplode insieme allo squallore di una quotidianità senza sogni.

Stefano Etzi  nell’asprezza della scrittura trascina fino ad un finale molto scenico.

Segreti e intrighi sono pilastri portanti di “Qui non piove mai” di Claire Arnot, francesce trapiantata in Italia.

Il romanzo sa coniugare le vicende dei personaggi ad una Natura che sa essere compresente nella trama.

Il borgo di Montiano è sincretica rappresentazione degli estremi: bene e male narrati senza filtri.

La narrativa per ragazzi è molto curata, belle le copertine, intriganti le storie, deliziosi i disegni.

Tra i tanti titoli “Slò la magia della lentezza” è una favola dolcissima che invita ad affrontare le avversità facendo squadra e la famiglia diventa nucleo affettivo che protegge e coccola.

Le “guide fantastiche” sono divertenti esperimenti creativi per i giovani lettori che si troveranno impegnati a viaggiare nelle citta d’arte in compagnia di spassosi ed esuberanti compagni.

Vi invito a visitare il sito dei Dalia, sfogliatelo con attenzione, certamente troverete il libro che parla solo a voi.

Buone letture e alla prossima.

 

 

 

 

 

@ElisabettaBen76 presenta il suo romanzo “I gatti vedono meglio al buio”

@ElisabettaBen76 presenta il suo romanzo “I gatti vedono meglio al buio”

 

 

 

“Una sequenza di omicidi ferisce Trieste. Le indagini si scontrano con la spietata normalità delle vittime, così banali da apparire incolpevoli.
Su uno sfondo costellato da antitesi e opposti che si completano (piccolo/grande, maschio/femmina, vita/morte, ordine e caos), si muovono personaggi variegati e umanissimi: un barbone, un mercenario, un cieco che fotografa il mondo senza vederlo, un pazzo che conta le facce, una pittrice che dipinge la morte e adolescenti in bilico tra mondo virtuale e mondo reale, sovente impotenti e arrabbiati davanti alle scelte di vita degli adulti.
Guidati dai loro sensi primari, i personaggi vagano alla ricerca di direzione e di punti di riferimento, in un gioco dove la bellezza viene messa in discussione e la parte femminile e maschile del mondo si confondono e completano. All’ombra di una città bellissima e troppe volte ferita dalla storia, nel frattempo si muove un killer che rappresenta e incarna l’illusorietà delle apparenze, vive ed agisce in base ad una presunzione di conoscenza, interiorizzando e rendendo proprie le motivazioni e la rabbia altrui.
Tra dettagli rumorosi che rubano la visione d’insieme, un manipolo di avatar, nascosto dietro ad uno schermo, tace ma giudica sul social network artigianale “Ckaos”.
Il commissario Bessi, metà dei suoi quarantacinque anni spesi in polizia, è abituato ad usare sguardo, domande e silenzi come coltellate investigative, eppure fatica a risolvere il rebus delittuoso triestino. Avido solitario, si rimprovera un paio d’occhi troppo tarati sui dettagli e due baffetti sbagliati per la sua faccia. Ordinatissimo in cuore e cervello, riconosce e giudica il disordine d’animo altrui e le infinite commedie recitate da testimoni, indiziati e persino vittime. Detesta il web come moltiplicatore di vite e storie, eppure lo sfrutta come impietoso rivelatore di micro-verità. Per divertirsi, provoca e osserva le reazioni della gente all’inaspettato, per questo guida una vetusta Ford Taunus gialla… anzi, “d’epoca” e color “Sahara beige”.
Per trovare indizi, il commissario stavolta dovrà ripudiare i dettagli più sofisticati e inoltrarsi nel luogo più scomodo, grezzo e inospitale che esista: l’animo umano”.

Con @CasaLettori visitiamo 8ttoEdizioni

 

 

Provate a tracciare un 8 senza mai staccare la matita dal foglio.

Avrete “il simbolo perfetto dell’infinito”.

È questo l’ambizioso progetto di 8ttoEdizioni: proporre una letteratura senza confini, uno spazio aperto dove quello che conta è la qualità delle proposte.

La ricerca di più identità unite dalla voglia di raccontare il presente attraverso l’individuo.

Voci originali che nella sperimentazione di linguaggi misti prospettano una visione di cambiamento.

Un cammino che non ha paura di sfidare il nuovo.

Alessandra Barbero, Cristina Cigognini, Manola Mendolicchio e Benedetta Vassallo sono le fondatrici, donne coraggiose, unite dalla passione per la dinamicità della parola scritta.

Si definiscono “viaggiatrici nel corpo e nella mente” e nei loro libri traspare l’idea di viaggio da e verso.

Credono nel rapporto d’amore con il lettore, spinte dall’idea che chi legge cerca se stesso negli altri.

Attente alle proposte della letteratura anglofona, si rivolgono direttamente agli editori inglesi indipendenti.

Credono nella forma breve perchè il buon racconto concentra e circoscrive un mondo in miniatura.

Dalla miniatura si può arrivare al dettaglio, al fonema, alla cura della sintassi.

“Tre amici, una spiaggia, un registratore. La prima reality novel è servita”: Talk” diLinda Rosenkrantz

è un dialogo accelerato, un’alternativa al descrittivo.

Non ci sono tabù o zone d’ombra: è la libertà d’espressione, l’inno all’amicizia, lo scardinamento di ogni finzione.

Si può accettare la vecchiaia con brio? Vi invito a seguire “Lilian Boxfish si fa un giro” di Kathleen Rooney.

Un viaggio appassionato, sentimentale attraverso un’America che si evolve.

Indicato “per chi pensa che una grande città sia il rifugio in cui potersi nascondere, e desidera condividerne la mappa con tutti coloro che abbiano voglia di rimettersi in gioco.”

Suggerisco di sfogliare il Catalogo se avete voglia di percorsi alternativi.

Alla prossima e mi raccomando, non smettete di sognare.

Con @CasaLettori visitiamo 66thand2nd

 

 

Un nome originale, 66thand2nd, che vuole essere un omaggio a New York.

Sfogliando il ricco Catalogo della Casa Editrice, nata a Roma nel 2008, si nota l’attenzione “ai fermenti letterari della narrativa angloamericana”

Tante Collane a segnare un percorso  che non trascura la contemporaneità negli snodi fondamentali di una prospettiva globale.

Bazar “accoglie romanzi e testimonianze di scrittori di ogni parte del mondo”.

La difficoltà di integrarsi, il bisogno di non perdere la propria identità, il racconto di tradizioni e leggende in un viaggio “coraggioso e straordinario in giro per il mondo.”

Dal Congo di “Le cicogne sono immortali” di Alain Mabanckou alle baracche di Kampala, capitale ugandese in “Kintu” di Jennifer Nansubuga Makumbi alla Romania degli anni 80 in  “Figli del diavolo” di Liliana Lazar: solo alcune delle proposte che permetteranno al lettore di addentrarsi in mondi sconosciuti.

“Attese” offre una lettura alternativa dello sport, dove quello che conta è il sogno di confrontarsi con se stessi.

“B – Polar è l’ultima nata ed è una miscellanea di noir e poliziesco.

Di “Bookclub” suggerisco di leggere tutto perchè in ogni testo si intrecciano riflessione e sperimentazione.

Ho scelto due novità che nella diversità di tematiche sono gioielli narrativi.

“Vincere a Roma” di Sylvain Coher narra l’impresa epica di Abele Bikala, che vince l’oro olimpico  nel 1960.

“I centesimi si sbranano e strabordano.

La corsa è una successione di eventi che si ripetono identici secondo le nostre debolezze, le nostre caparbietà.

Corro verso un Dio immobile.

Roma è soltanto la scenografia per la mia vittoria.”

La voce di un uomo che nello sforzo fisico esprime la forza interiore del suo popolo.

“Mi toccherà dire al mondo che la gente del mio paese ha sempre vinto con eroismo e determinazione.”

“I più grandi” di Sylvain Prudhomme è l’esplosione del dolore, la libertà di mostrarsi fragili.

Il ricordi di un passato che nessuno potrà cancellare, la furia di un amore carnale, “la notte gonfia di carezze”, l’arrogante ricchezza dell’Europa mentre la musica fa da controcanto.

Stile, raffinatezza grafica, eleganza delle copertine, traduzioni inpeccabili, scelta di autori esordienti che riescono a comunicare emozioni, voglia di non fermarsi a guardare il mondo da un’unica prospettiva: un’editore da scoprire e fidatevi, non lo abbandonerete più.

Alla prossima e buone letture 💝

 

@fuffa46 propone il suo romanzo “Sassi sul bordo delle aiuole”

@fuffa46 propone il suo romanzo “Sassi sul bordo delle aiuole”

Nel borgo di montagna che l’emigrazione spopola, spinta dalla Grande Guerra e dall’e¬terna povertà, Veronica e Roberto intrecciano le loro vite sprovvedute. La voglia di riscatto si infrange su piccole viltà e grandi soprusi in una comunità la cui mentalità familiare da sempre conservatrice non concede indulgenza.
L’esilio cui sono costretti, la “colpevole” spedita da parenti lontani, il ragazzo nelle miniere di Francia, nega un futuro. La tenacia di Roberto consolida il suo cammino, mentre Veronica, nella inevitabile solitudine, conosce fino in fondo le ingiustizie di una società classista, affrontate con scelte di vita inconsuete e audaci.
E coraggio occorre ai due protagonisti, dopo molto tempo, per decidere di incon-trarsi, superando quanto di oscuro e violento c’è stato nel loro passato.
Chiusa la fase storica delle dittature, le nuove generazioni si avviano al nuovo millennio, mentre nelle antiche case di pietra e legno le storie di un secolo sfumano.
Il teatro delle vicende, si sposta dall’ Italia alla Francia, dall’Europa al Sudameri¬ca, ma la scena che vi si recita è una e interroga l’Autore e il Lettore sul peso del destino e sulla possibilità di riscattarsene.

@oddo_sabrina propone il suo “Soltanto il nome”

 

@oddo_sabrina propone il suo “Soltanto il nome”

Soltanto il nome” è la mia autobiografia, quindi una storia vera, verissima, fatta di menzogne, violenze fisiche e psicologiche, abbandono. Nessuna parola è frutto di immaginazione, tutto è dettagliato fedelmente.
Scrivo: “è l’urlo della verità e del suo riscatto”,  poiché voglio, con questo libro (primo e solo credo),  liberarmi di un segreto custodito per lungo tempo.
Decido di rivelare chi sono e cambio me stessa per sempre disconoscendo il cognome paterno.

Con @CasaLettori visitiamo Miraggi Editore

 

 

Miraggi Edizioni  nasce nel 2010  a Torino.

Ogni libro è una scoperta, un viaggio insolito.

Tanta cura nell’editing e nelle traduzioni moderne e vivaci.

Belle le copertine che nella semplicità grafica mostrano lo studio di chi crede e punta sulla qualità.

Vasto il Catalogo con due eccellenti Collane: Miraggi Garamond e Miraggi Baskerville.

Se amate la sperimentazione, la ricchezza del linguaggio, la poesia provocatoria avete trovato il vostro editore.

Proverò a condurvi per mano in un itinerario virtuale scegliendo qualche testo.

Chi sono le “Donne di mafia”?

Vittime, complici, protagoniste?

Liliana Madeo si è documentata, ha intrecciato storie con la puntualità di una cronista seria e costruendo il saggio non ha mai dimenticato l’umanità.

Regala scorci dei quartieri popolari palermitani, individua il substrato dove attecchisce il malaffare.

Riflette sul “pentimento” e sulla colpa.

Di Karel Čapek, uno dei maggiori scrittori cechi del Novecento suggerisco “Krakatite”.

In bilico tra l’Utopia e la fantascienza indaga “la responsabilità morale dello scienziato.”

Il protagonista Phokop mostra l’ambiguità della natura umana e invita a non tornare mai inditro.

Divertente e molto pungente “Frigorifero Mon Amour” di Andrea Serra.

Tanti moduli narrativi e una evidente necessità di denunciare lo spreco alimentare.

“Sono preoccupato.

Lo riconosco.

Anche perchè ho cominciato a raccontarmi in terza persona e la cosa, a ripensarci a mente fredda, mi procura una certa inquietudine.”

Sergio La Chiusa con “I pellicani” si addentra nella sconfinata prateria dell’eloquio.

Un vortice di parole, fatti, ricordi e … qualcosa che sfugge ad ogni logica.

Spero vi siate divertiti.

Nel sito dell’editore troverete altre chicche e tantissima poesia.

Alla prossima e mi raccomando, non perdetevi la magia di una buona lettura.

 

@ViolaJoNera presenta il suo romanzo “Lucrezia K”

 

@ViolaJoNera presenta il suo romanzo “Lucrezia K”

 

Artruria dà sul mare. Artruria è una Ostia Lido ( il quartiere del mare di Roma) rinnovata, in cui la fantasia dell’autrice gioca col territorio e con i personaggi (tutti inventati di sana pianta), che popolano questo scorcio romano. Sembrerebbe una zona tranquilla, su cui si erge un grande faro che domina la parte più a nord, ma inoltrandosi nelle vite dei personaggi si scopre che molta microcriminalità la fa da padrona e che intorno al delitto del signor Corbo c’è una mente machiavellica.

Il Maggiore Aaron Falzani è uno dei protagonisti, quello su cui pesa l’onore di risolvere il caso e portare una nuova vittoria all’Arma e alla sua carriera. Nelle sue indagini si imbatte però in Lucrezia K, l’investigatrice privata voluta dalla famiglia della vittima, una donna ambigua, tormentata dal passato. Tuttavia il Maggiore si trova anche ad aver a che fare col Colonnello Crispi, giovane, troppo giovane per quella carica, ma onesto. Un uomo la cui struttura morale gli ha permesso una carriera che nessuno ha mai avuto in un corpo militare e di tale prestigio.

Un giallo avvincente, che sembra dare un tocco fantasy al territorio del Lido di Roma, il quale si vede preso come spunto per un mondo tipico di un romanzo, avvolto in un mistero e onorato di far parte della fantasia di un’autrice.

Inoltre i personaggi sono tutti ben definiti e caratteristici. Mentre l’intero racconto sembra essere un grande elogio all’Arma dei Carabinieri, la quale ne esce decorata di ulteriori uomini valorosi, anche se di pura fantasia. In essi però si ritrovano le sfumature caratteriali che si attribuiscono, o si vorrebbero attribuire, ai militari della Benemerita. Una collana che elogia i Carabinieri, proprio in questi giorni in cui un’ondata di fango rischia di scalfirne l’onore nell’opinione pubblica.

@LucaMartini20 propone il suo romanzo “La fine delle guerre nel mondo”

 

@LucaMartini20 propone il suo romanzo “La fine delle guerre nel mondo”

“Davanti a loro la vecchia sbraitava una triste danza. Si chinava a raccogliere sterpaglie e le gettava furiosa contro l’orizzonte. Cercava di sradicare rovi e cespugli, ferendosi incurante le mani grinzose. Sul volto rabbioso gli occhi gonfi rimproveravano le nubi lontane, che cercava di cancellare con una manata. “Nonna, che ti succede?” Sollevò le braccia al cielo e con le dita ossute prese a solleticare l’aria. “Basta scrostare un po’, figliolo, così. Vedrai che tutto vien via.”

Un ispettore di polizia si ritrova per le mani un caso più unico che raro: l’omicidio di una biologa e il rapimento dei suoi figli, avvenuto dall’altra parte del mondo.

Il primo sospettato è uno scrittore di fiabe, cinico e impaurito. Nel frattempo, la ragazza più brutta della città s’innamora del giovane più bello, mentre una vecchia ubriacona dispensa pillole magiche a giovani poco raccomandabili.

“La fine delle guerre nel mondo” è un romanzo di genere distopico, ambientato in un futuro in cui le guerre sono state definitivamente debellate dalla storia umana.

Elementi tipici del genere giallo introducono il lettore all’interno di un mondo nel quale il concetto stesso di guerra appartiene al mito e al regno della fantasia.

Non esistono né confini né culture “altre” rispetto all’unica presente su tutto il pianeta. I rapporti affettivi sono ridotti a un mero consumo superficiale, privando gli uomini della sicurezza e delle responsabilità tipiche dei rapporti duraturi. Ecco che allora la memoria smette di essere un valore condiviso e diviene soltanto un inutile e gravoso fardello. E’ la menzogna, l’unica opportunità di sopravvivenza per la specie umana?

@daniela_paletta propone il suo “Tracce di reato”

@daniela_paletta propone il suo “Tracce di reato”

“Tracce di reato” parte di una saga, con protagonista il brillante, simpatico, giovane  investigatore privato Ludovico Colonna alle prese con un’indagine difensiva. Dovrà scoprire chi ha ucciso nel suo studiolo in via del Babuino a Roma, Edoardo Solano, per salvare un innocente condannato a 24 anni di reclusione.

Trama: 👉👉👉Quando ho deciso di accettare il caso, sapevo che non sarebbe stato facile risolverlo. Eppure

la sentenza è chiara: colpevole. Allora perché Edoardo Maria Solano continua a proclamare la sua innocenza? Il suo avvocato rigetta il verdetto di condanna e si appella alla Legge 7 Dicembre 2000 n. 397: INDAGINE DIFENSIVA .

Mi assume, tra mille dubbi, perché è certo che il vero assassino si nasconde tra coloro che erano presenti in casa al momento dell’omicidio e a me basta poco per convincermi che un innocente è stato condannato ingiustamente. Ma allora chi ha sparato ad Edoardo Solano nel suo studiolo in via del Babuino, vicino piazza di Spagna? La verità corre su un filo così sottile che è quasi impossibile da vedere. Sotto il cielo assolato e turistico di Roma, dove la maestosa scalinata di Piazza di Spagna fa da regina, tra menzogne, inganni e sotterfugi, non è permesso sbagliare.
Mi chiamo Ludovico Colonna, ho trentatré anni, sono un investigatore privato e questa è la mia indagine.