@NikeMicol propone una sua poesia

 

 

“Sentire la poesia gestarsi come vita dentro te

Una poesia incipiente assomiglia ad un feto nascente:
il fecondatore è il seme ispiratore,
viandante libero di attecchire in ogni luogo,
poligamo amatore nel mondo intero
a sua disposizione.

Il concepimento avviene
in un momento:
quando l’epifania riesce a farsi strada,
il ventre illuminato non può
che rimanere ingravidato.

La gestazione è l’elaborazione
dell’idea che cresce all’interno:
non è necessario che ciascun verso
raggiunga al nono mese
il proprio compimento.

La generazione è la messa al mondo
della suggestione venuta alla luce:
la maternità della composizione
è un possesso che permane
fino a che la vita si conduce.”

 

@LucianaDiFilip1 propone una sua poesia

@LucianaDiFilip1 propone una sua poesia

Reazione (Pianto reazionario)

Sei tornato sulla terra
perchè non sei mai partito
rimanevi
l’uomo di prima
ora vissuto dalla morte
la forza non ha seguito
il corso premeditato
non si è infranta
contro la barriera della fine
no non sei morto
e la vita continua
il caduto non si sparge
sul letto del fiume cattivo
che voleva trascinare con sè
in un viaggio senza ritorno
l’anima comune
egli è nostro
ora
più che mai
appartiene anche a noi.

La commiserazione finiva
legata al suo braccio

@lidiafera1975 propone una sua poesia

 

@lidiafera1975 propone una sua poesia

L’anima
Eterea e trasparente.
Errante, nell’universo infinito.
A volte ferita e dolorante,
altre lucente e speranzosa.
Esiste per il suo completamento con la materia
per divenire insieme un’armoniosa forma.
La meta del suo vagare, è questo incontro
di perfezione, luce, musica, colore.
Una lunga attesa,
per essere insieme una poesia.

@lucianadifilip1 propone una sua poesia

 

LEI
Ondulato corpo
nascosto sotto veli di tenebre
dolce sorriso
languido sguardo
dal fare felpato
viva condiscendenza
di un uccello ingabbiato.

Forza procreatrice
bersaglio
su cui Cupido,da sempre,
ha lanciato le sue frecce
anonima consorte,di un signore
che in lei ripone il suo onore.

Salice piangente
postazione perdente
ha necessariamente
le stampelle ,di un tutore.

Mondo da esplorare
sensuale testo da cantare
intricato supporto,da contrattare.

Anima sognante
spirito delirante
da costruire,
per le costrizioni di un oppressore.

Dolore fatale
disperazione insulsa
le cose da trascurare
tutto a cui rinunciare
di giorni
passati,per far passare.

Inafferrabile poesia
ignoranza e prigionia nella propria
condizione
Ritegno o ipocrisia.

Bianco parassita
affascinante colonia:
tutto questo
è la mia donna…

Tutto questo è la loro donna!

Nel sito di @CasaLettori @matteovalenti propone una sua poesia

Televisione.
Catodico tubo che annebbi la mente
perenne ronzio da mattina a sera,
ma quante storie racconti alla gente
ce ne fosse una veramente vera,
ma rendi coscienze felici e contente
e dentro i cervelli tu gonfi chimera
satelliti e antenne per esser trasmessa
ti ci si crede come andando a messa.
Retroilluminata elettrica musa
che generazioni come tata hai badato
in questo foglio non riesco a dir scusa
per ciò che ho sempre desiderato,
tu che sei l’intelligenza ottusa
e io ti ho sempre mal sopportato
sogno che un dì con grande esplosione
vada in frantumi ogni televisione.
Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Jerry Scotty,
io vi prego non me ne vogliate
vorrei che scoppietti in mille botti
il tutto a reti unificate,
canterò come Pavarotti
il giorno in cui voi v’eclissate
per un meteorite in collisione
contro ogni schermo di televisione.

@domenico7578 propone una sua poesia nel sito di @CasaLettori

 

@domenico7578 propone una sua poesia nel sito di @CasaLettori

Guardare il fiume fatto di tempo e di acqua
E ricordare che il tempo è un altro fiume.
Sapere che noi ci perdiamo come il fiume
E che i volti passano come l’acqua.

Sentire che la veglia è un altro sogno
Che sogna di non sognare e che la morte
Che la nostra carne teme è questa morte
Di ogni notte, che si chiama sogno.

Vedere nel giorno e nell’anno un simbolo
Dei giorni dell’uomo e dei suoi anni.
Convertire l’oltraggio degli anni
In una musica, una voce e un simbolo.

Vedere nella morte il sogno, nel tramonto
Un triste oro, tale è la poesia
Che è immortale e povera. La poesia
Torna come l’alba e il tramonto.

Talora nel crepuscolo un volto
Ci guarda dal fondo di uno specchio:
L’arte deve essere come questo specchio
Che ci rivela il nostro proprio volto.

Narrano che Ulisse, sazio di prodigi,
Pianse d’amore scorgendo la sua Itaca
Verde e umile. L’arte è questa Itaca
Di verde eternità, non di prodigi.Ed è pure come il fiume senza fine

Che scorre e rimane, cristallo di uno stesso
Eraclito incostante, che è lo stesso
Ed è altro, come il fiume senza fine.