“A cuore aperto” Elvira Lindo Guanda Editore

 

Cogliere negli occhi del padre il senso di sconfitta, sentirlo debole, accogliere il suo decadimento fisico è consapevolezza della evanescenza del tempo.

Si sente il bisogno di tornare indietro, raccogliere i ricordi, ritornare al bambino coraggioso, imparare a riconoscere le crepe di una personalità complessa.

“A cuore aperto”, pubblicato da Guanda Editore, è omaggio di figlia, ultimo dono, tentativo di capire.

È la Spagna in bianco e nero che si offre al lettore.

È passato e presente, lucida analisi e commovente evocazione.

Elvira Lindo sa orientare la narrazione in un continuo rimando ad immagini poetiche.

Il carattere ostile della nonna, la malinconia della madre, i turbamenti dell’adolescenza in una prosa limpida, non offuscata da interpretazioni psicologiche.

La famiglia è luogo di silenzio, le strade della città rappresentano la conquista della libertà.

Non ci sono strappi emotivi, ma una lunga, inesorabile ricostruzione di frammenti.

Queste piccole parti compongono un’unica struttura che ha il sapore della malinconia.

Sprazzi di luce si susseguono con l’obiettivo di ritrovare quel sè che è frutto di un prima.

Le radici sono innaffiate dall’acqua del perdono e le immagini vivide scaldano il cuore.

L’autrice chiede a sè stessa e a tutti noi chi siamo e da dove proveniamo.

Invita a trovare le ossessioni che ci hanno impedito di fare il salto decisivo, a rivedere il nostro rapporto con la figura paterna.

A commuoverci di fronte alla vecchiaia che non perdona, a stringere tra le braccia l’uomo che ci ha fatto entrare nel mondo.

A sussurrare parole mai detto per pudore o paura.

A correre verso il futuro nella certezza che ci sono affetti che non potranno sparire nella bruma della morte.

Un romanzo poetico, emozionante, liberatorio.

“Padre mio, padre

Vorrei accompagnarti

Ovunque tu stia andando.”

La scrittura è forse l’unica fune che ci permette di trattenere ancora la voce di chi non c’è più.