“Aboliamo le prigioni?” Angela Davis minimum fax

“Le prigioni sono diventate buchi neri dove vengono depositati i detriti del capitalismo contemporaneo.

L’incarcerazione in massa genera profitti divorando al tempo stesso il patrimonio pubblico, e tende perciò a riprodurre proprio quelle condizioni che portano la gente in prigione.”

“Aboliamo le prigioni?”, pubblicato da minimumfax fax e tradotto da Giuliana Lupi, è un saggio che va studiato con attenzione.

Ha uno sguardo aperto che non si ferma solo alle tragiche condizioni di vita vissute dai reclusi.

Va oltre e spazia nella sfera di un capitalismo selvaggio, di una globalizzazione che mette al centro il dio profitto.

Denuncia la mancanza di attenzione della classe politica, la visione falsata e forse un pò romantica del luogo detentivo.

“La sfida più ardua e urgente, oggi, è quella di esplorare territori nuovi della giustizia, nelle quali le prigioni non fungano più da nostro principale punto fermo.”

Finalmente le parole che cercavamo, oneste, vissute, sperimentate.

Angela Davis, da sempre militante e portabandiera dei diritti civili, scrive dopo anni di ricerche, interviste, incontri.

Le sue osservazioni nascono dalla consapevolezza che dietro quelle mura che isolano dal consesso civile si possono perpetrare abusi, si riconferma il predominio del più forte.

Non è casuale il riferimento allo schiavismo e la segregazione culturale del Sud America.

“Le prigioni sono istituzioni razziste?

Il razzismo è così profondamente radicato nell’istituzione carceraria che non è possibile eliminare l’uno senza eliminare l’altra?”

Domande come pietre che invitano ad osservare la realtà con una logica che abbraccia più campi semantici.

Siamo invitati a seguire strategie interpretative innovative, dando valore anche al significato intrinseco delle parole, alla interconnessione tra causa ed effetto.

Detenzione e punizione vanno a braccetto mentre scompare l’idea di una riabilitazione.

L’uomo diventa oggetto e non più soggetto attivo e questo è certamente il più grave torto.

Un discorso a parte coinvolge le donne che vengono considerate “perdute”, senza possibilità di redenzione.

Tanti gli esempi, gli stralci di documenti che nel tempo hanno rappresentato l’unica fonte d’informazione.

L’autrice propone alternative al carcere che prevedono una valorizzazione dell’essere umano ed è struggente questa sua testimonianza.

È come se volesse passarci il testimone, invitarci a partecipare ad una lotta che coinvolge tutti coloro che credono in una società più giusta.

Scorrevole la scrittura, arricchita da una bibliografia eccellente.

Un invito a “provarci, senza pensare troppo agli eventuali errori che si potrebbero commettere”.

Bisogna essere disposti a sbagliare.”

Rendere visibile la marginalità: Angela Davis ci fa un dono immenso!!!