Agenda Letteraria “Vendetta pubblica” Marcello Bortolato – Edoardo Vigna Editori Laterza

 

 

“Davvero c’è qualcuno che pensa che si possa stare bene dentro un carcere? E questo in generale, in qualsiasi carcere, non solo quelli descritti come incubi della peggiore natura dalla cinematografia hollywoodiana?

Anche in quelli in cui le condizioni di vita sono le migliori possibili?

C’è qualcuno che finge di non rendersi conto di quanto la privazione della libertà personale sia già di per sé una grave sofferenza per ogni essere umano?

Siamo onesti: la risposta non dipende dalle opinioni di ciascuno di noi. È oggettiva. “Il carcere l’ha inventato qualcuno che non c’era mai stato”, dice il protagonista del film Riso amaro del 1949.

Ogni prigione è in sé una sofferenza data intenzionalmente.

La funzione del carcere è di fatto quella di segregare e quindi di togliere dal mondo dei liberi una persona per sottoporla alla pena.

È un luogo in cui viene raccolto un numero di esseri umani spesso elevato, in molti casi troppo elevato, in cui si ammassano persone di diversa estrazione sociale, di diversa nazionalità, di diversa cultura, spesso analfabeti o con scarsi strumenti culturali, costrette a stare insieme, in spazi ristretti, per ogni ora di ogni giorno. Questo è il carcere.

Agenda Letteraria “Ancora bigotti” Edoardo Lombardi Vallauri Einaudi Editore

 

 

“Gli italiani sono uno dei popoli i cui maschi frequentano più assiduamente paesi in via di sviluppo per fare turismo sessuale con sfruttamento di minori.

E allora viene da domandarsi: che cosa, negli uomini italiani, e soprattutto intorno a loro, è tale da generare il bisogno di procurarsi sesso con persone senza difese?”

 

Agenda Letteraria “Della gentilezza e del coraggio” Gianrico Carofiglio Feltrinelli Editore

 

 

“La stragrande maggioranza delle persone non è capace di ascoltare.

Per essere più precisi: non è capace di ascoltare perché non ne ha il coraggio.

Ascoltare davvero è pericoloso: richiede di uscire dalla trappola dell’ego, che ci suggerisce di procedere in base a schemi prefabbricati piuttosto che ascoltare e comportarci in relazione a quello che abbiamo davvero ascoltato e capito.

Agenda Letteraria tratta da “Amare tutto” Letizia Pezzali Einaudi Editore

 

 

“Si sentiva come un paese fatto da due file di case ai lati della strada provinciale.

Era cresciuta in una cittadina circondata da un paesaggio di risaie. Un mondo uniforme. D’inverno la nebbia, in primavera l’acqua delle coltivazioni, appena fuori dal centro abitato. Quando le risaie erano allagate i confini fra i campi disegnavano i margini di tanti piccoli specchi.

Da bambina le piaceva immaginare il mare, guardava le risaie e diceva alla nonna: «Sembra il mare, però a quadretti».

La nonna, che conosceva quell’acqua perché ci aveva lavorato dentro da ragazza, rispondeva: «Ma no, fa schifo, è un pantano».

Lucia sapeva che aveva ragione, sapeva di dire cose infantili e privilegiate, la nonna aveva le dita ruvide, Lucia era destinata a un futuro di mani morbide.

Però guardava quel territorio e le piaceva, a differenza del mare non le trasmetteva una sensazione di felicità piena, era una felicità incompleta, forse corrotta. Il tipo che preferiva. Sulle superfici piatte e riflettenti, dove nasceva il riso, l’occhio si perdeva in tutte le direzioni, le emozioni germogliavano e deperivano senza sosta, la vita si mescolava alla morte.

Le risaie erano un luogo di calma apparente e di dolore.

Amare tutto” Letizia Pezzali Einaudi Editore

Agenda Letteraria 8 agosto 2020

 

 

“Se vuoi scrivere seriamente – ti do già i segreti al capitolo due ma il prezzo da pagare è che ti toccano anche le note dolenti – dovrai togliere tempo a molte cose, e in ogni momento avere con te un libro.

In genere gli altri interessi scompaiono e anche la vita privata ne patisce.”

 

“La scrittura non si insegna”  Vanni Santoni  Minimum fax

Agenda Letteraria 6 agosto 2020

 

 

“Si sente come alla stazione a salutare qualcuno che si ama,

quando il treno tarda a partire e si rimane a guardarsi dal finestrino,

pieni di cose da dire ma senza più frasi che siano del taglio adeguato al momento –

e, benché a malincuore, non si vede l’ora che il treno si muova.”

 

“L’infinito di amare”  Sergio Claudio Perroni  La Nave di Teseo