Agenda Letteraria del 3 marzo 2020

 

“L’ospedale gli pareva un aeroporto. Con decolli e atterraggi.

Nascita e morte, guarigioni e complicazioni, sorrisi e pianti. Una massa umana dolorante o sanata, piena di speranze o di illusioni.

E intorno a loro i camici bianchi che aveva cominciato ad apprezzare ogni giorno di più. Uomini e donne col viso stanco, bruschi, sempre di fretta, rughe e occhiaie.

Non avrebbe mai potuto fare il medico. Sapeva che sotto lo strato di cinismo, leggero come i camici che portavano, in fondo doveva esserci una sorta di amore. Altrimenti perché dedicare una vita a curare gli esseri umani?

Rimetterli in pista? Lui gli esseri umani li detestava, fatta salva qualche eccezione.

E non sopportava i lamenti e le ansie che gli altri gli scaricavano addosso come immondizia puzzolente.”

 

Antonio Manzini  “Ah l’amore l’amore”  Sellerio editore