“Signora Vita” Ahmet Altan Edizioni e/o

 

“Allora non sapevo fino in fondo che alla vita manca una volontà propria ed è così aperta alle coincidenze che il piccolo tocco di una parola, di una proposta o di un biglietto da visita può stravolgerne la traiettoria.”

Linee impreviste attraversano l’esistenza di Fazil e ne tracciano un arazzo dai colori cangianti.

Studente di letteratura cerca nelle parole il senso dell’Assoluto.

Vuole abbeverarsi alla fonte della Conoscenza, imparare la differenza tra realtà e finzione.

Definito romanzo di formazione “Signora vita”, pubblicato da Edizioni e/o e tradotto da Nicola Verderame, è un inno alla sacralità della Cultura, un poema sull’audacia letteraria, sul coraggio di chi cerca sempre la Verità.

È la sperimentazione della passione, la pulsazione del cuore, la scoperta dell’esplosione emotiva.

È Hayat che sa attrarre e insegnare i misteri della sensualità pura.

“Aveva sul viso una luce matura, una luce che non poteva dirsi bellezza ma qualcosa di più attraente della bellezza e che conteneva una noncuranza, un’ironia, una tenerezza che sminuiva e insieme sembrava voler abbracciare l’intero genere umano, una luce che attirava a sè gli altri ma al contempo avvertiva di tenersi a distanza.”

È Sila, compagna di studi, indomita guerriera in un paese che opprime e silenzia.

È Nermin Hamin che con le sue lezioni aiuta a comprendere il senso della libertà.

Sono gli uomini che si aggirano in una città prigione.

Ahmet Altan scrive una storia travolgente che cresce di intensità ad ogni pagina.

Mostra l’essere umano di fronte al bivio, lo invita a scegliere.

Offre alle figure femminili la luminosità dell’intelligenza.

Trafigge con osservazioni che coinvolgono la sfera del privato.

Scrive un testo politico quando racconta con lucidità cosa significa vivere in Turchia.

Ha un linguaggio che unisce il dialogo, il monologo e la critica al sistema.

Riesce a parlare di libri e autori con la scioltezza di chi ha creduto e crede nel potere salvifico del fonema.

Costruisce una trama che non cede alle lusinghe del presente ma scava con ferocia nell’animo dei personaggi.

Sa essere teatrale e poetico, sintetico ed essenziale.

Compone frasi commoventi e ironiche, dissacranti e mistiche.

Mantiene un registro stilistico modulato dagli eventi, crea attesa ma non forza la scena.

È un Maestro al quale vorrei dire abbracciandolo: Grazie di esistere.

 

 

Incipit tratto da “Signora vita” Ahmet Altan Edizioni e/o

 

 

 

“Le vite delle persone cambiavano nel giro di una notte.

Era tutto così marcio che nessuno riusciva a tenersi aggrappato alle radici del passato. Tutti convivevano col rischio di venire abbattuti da un colpo e sparire come pupazzi nel tiro a bersaglio di un luna park.

Anche la mia vita era cambiata in una notte. I

n realtà a cambiare era stata l’esistenza di mio padre.

A seguito di eventi che non ero riuscito ad afferrare del tutto, una grande nazione aveva annunciato il blocco delle importazioni di pomodori e decine di migliaia di ettari coltivati si erano trasformati in discariche rosso scarlatto.

Mio padre, dissennato come a volte sa essere chi non ama il proprio lavoro, aveva investito tutti i suoi averi in una singola coltivazione; due o tre semplici parole l’avevano gettato sul lastrico.

Avevamo perso tutto.

Dopo una nottata d’angoscia mio padre aveva avuto un’emorragia cerebrale.

Eravamo decaduti con una violenza così inattesa che non avevamo trovato nemmeno il tempo per essere in lutto, ci sembrava di vivere un enorme capogiro, vedevamo ogni cosa ma non riuscivamo a renderci conto a fondo di nulla, compresa la morte di mio padre.

Una vita che avevamo creduto non sarebbe mai cambiata era finita in pezzi con facilità terrificante.”